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Anabolizzanti, steroidi, testosterone

Questo articolo è tratto da NOTIZIARIO NABBA, periodico di Body Building, Cultura Fisica, Pesistica, Preatiletica, Dietetica.
Numero 32 - novembre 1988. Direttori: dott. Filippo Massaroni, prof. Carlo Altamura
Autori dell'articolo: dott. Armando Grossi, dott. Roberto Salvatori.

IMPIEGO DEGLI STEROIDI ANABOLIZZANTI NELLA PRATICA SPORTIVA
NON ESISTE STEROIDE ANABOLIZZANTE PRIVO DI ATTIVITA' ANDROGENICA - L'EFFETTO POSITIVO SULL'ACCRESCIMENTO MUSCOLARE SAREBBE SOPRATTUTTO PSICOLOGICO - GRAVI GLI EFFETTI COLLATERALI E TOSSICI.

L'uso di sostanze farmacologiche al fine di aumentare la forza ed il trofismo muscolare, è andato progressivamente crescendo nella pratica di varie discipline sportive, in modo da rappresentare, in questi ultimi anni, un problema di ordine etico-sanitario di non secondaria importanza. Tra tali sostanze, quelle più usate sono i cosiddetti steroidi anabolizzanti che hanno caratteristiche simili agli ormoni sessuali maschili prodotti dalle cellule interstiziali del testicolo, di cui il testosterone rappresenta il composto maggiormente prodotto. (NELLA FOTO: un tumore al fegato provocato dall'uso di anabolizzanti. L'adenoma epatico è stato rimosso chirurgicamente).
L' osservazione che tali ormoni, somministrati in soggetti maschi ipogonadici (cioè affetti da carenza della produzione di testosterone), avevano un notevole effetto sullo sviluppo delle masse muscolari, ha portato all'idea che dosi farmacologiche (cioè superiori alle quantità prodotte dall'organismo) di tali composti, potessero promuovere un aumento della "massa magra" del soggetto normale.
Fisiologicamente il testosterone del maschio aumenta notevolmente al momento della pubertà ed è l'ormone deputato alle seguenti funzioni:

  1. Sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari (sviluppo dei genitali, timbro della voce, barba, distribuzione del grasso e dei muscoli, prostata e organi sessuali accessori);
  2. Desiderio e potenza sessuale;
  3. Regolazione della produzione di spermatozoi;
  4. Effetti su vari organi e tessuti (produzione dei globuli rossi, bilancio azotato ecc.)
La produzione del testosterone avviene a livello del testicolo, sotto lo stimolo di ormoni prodotti dall'ipofisi, le gonadropine FSH e LH (deputate anche alla stimolazione della produzione di cellule germinali); queste, a loro volta, sono regolate dalle concentrazioni plasmatiche dl testosterone: un aumento di tale ormone determina una inibizione delle gonadotropine; una sua riduzione ne stimola la secrezione. In tal modo i livelli plasmatici del testosterone vengono mantenuti costanti dai precursori degli spermatozoi e viene assicurata una continua produzione di cellule germinali, precursori degli spermatozoi.
Risulta, quindi, chiaro che la somministrazione esogena di androgeni interferisce con tale sistema di regolazione, inibendo l'attività gonadica sia ormono-produttrice che germinativa, fatto evidente clinicamente con la riduzione del volume testicolare (Marco Cappa e Coll.). E' stato, infatti, dimostrato che, in corso di terapia steroidea anabolizzante, il diametro longitudinale diminuisce in media di 1 cm.
Per tale motivo la ricerca farmacologica si è concentrata nel tentativo di modificare la molecola del testosterone al fine di ottenere sostanze dotate della sola azione metabolica. Tuttavia, a tutt'oggi non è stato sintetizzato alcuno steroide anabolizzante totalmente privo di attività androgenica.
Chimicamente esistono tre categorie principali di steroidi anabolizzanti di sintesi:

1) Esteri del Testosterone, cioè molecole il più vicino possibile alla struttura originaria dell'ormone, somministrabili per via intramuscolare. Alcuni di tali composti hanno effetto immediato e breve durata di azione, altri (preparati "depot") sono liberati lentamente dal luogo di iniezione e durano in circolo per alcune settimane.
2) Androgeni 17 - Alfa-Alchilati, somministrabili per via orale, ma dotati di alta tossicità epatica (es.: Metiltestosterone, Metandrostenolone, Oxandrlolone, ecc.).
3 Androgeni modificati nella struttura chimica di base, nel tentativo di potenziare l'attività anabolizzante e di diminuire quella androgenica, a loro volta somministrabili sia per via intramuscolare che per via orale.

Il meccanismo con cui tali sostanze potrebbero avere un effetto positivo sull'accrescimento muscolare sarebbe dovuto ai seguenti fattori:

1) aumento della sintesi proteica del muscolo;
2) blocco degli effetti catabolici del cortisolo, ormone secreto in grande quantità durante lo stress fisico;
3) aumento dell'aggressività con conseguente incremento dell'allenamento;
4) stimolo della produzione dei globuli rossi, con aumento dell'apporto di ossigeno al muscolo.

Uno studio effettuato negli USA da Johnsono e O'Sheo nel 1969 tendeva a dimostrare che la somministrazione di androgeni in sollevatori di pesi era in grado di determinare un aumento della forza e del peso corporeo.
Tuttavia, tale studio non è correttamente effettuato, in quanto confronta un gruppo di atleti con volontari non atleti.
In un'altra ricerca effettuata da Harvey nel 1976 ad alcuni atleti furono somministrati androgeni e ad altri sostanze chimicamente inattive. Al termine dello studio nei soggetti anabolizzati veniva riscontrato aumento del peso e del contenuto in acqua corporea, ma non vi erano differenze significative in forza o prestazioni fisiche trai due gruppi. Ciò ha portato a concludere che l'aumento ponderale secondario all'uso di steroidi anabolizzanti è dovuto più a ritenzione idro-salina che ad effettivo aumento della massa muscolare.
In conclusione, nessuno studio controllato è riuscito ad evidenziare un effettivo miglioramento delle performances atletiche dopo l'uso di anaobolizzanti; un eventuale effetto positivo potrebbe essere interpretato in chiave psicologica: gli atleti, infatti, riferiscono che l'assunzione di androgeni aumenta la soglia di percezione della fatica, con incremento dei tempi di allenamento. Sarebbe dunque quest'ultimo fattore, più che una effettiva azione farmacologica, responsabile dell'aumento della massa muscolare. Vediamo, ora, gli effetti collaterali e tossici.

1) EFFETTI SU ORGANI RIPRODUTTIVI E SFERA SESSUALE
Oltre al già riferito rischio di infertilità, che può permanere a lungo anche dopo la sospensione del trattamento, gli androgeni possono promuovere la crescita del carcinoma (tumore) della prostata e della mammella.
Esistono infatti segnalazioni di tali tumori in bodybuilders sottoposti a trattamento con anabolizzanti per lungo tempo.
Inoltre, a causa della conversione periferica del testosterone in ormoni femminili ("aromatizzazione"), può verificarsi un paradossale effetto femminilizzante con aumento di volume della ghiandola mammaria (ginecomastia) e riduzione della potenza sessuale.

2) EFFETI SUL FEGATO
Il fegato è uno degli organi più sensibili all'azione degli anabolizzanti, in quanto deputato al loro metabolismo, come comprovato dal comune riscontro di elevati livelli di transaminasi, bilirubina, e fosfatasi alcalina. il grado di compromissione epatica può essere quanto mai vario, oscillando da una lieve alterazione della funzionalità, alla comparsa di cisti ematiche o di tumori (le ultime due condizioni, soprattutto con i 17-alfa-alchilati. "Uno dei più tossici in questo caso è il  winstrol, ritirato dal nostro ministero della salute, proprio per i devastanti danni all'organismo").

 3)EFFETTI SULL'APPARATO CARDIO-VASCOLARE.
E' possibile osservare un aumento della pressione arteriosa, soprattutto in soggetti predisposti, probabilmente in rapporto alla già citata ritenzione idro-salina e al tipo di attività fisica prevalentemente anaerobica praticata.

 4) EFFETTI METABOLICI
L'uso prolungato di anabolizzanti è un fattore rischio per la comparsa di diabete mellito, soprattutto in soggetti con familiarità per tale malattia, come dimostrato da alterazioni nella tolleranza al glucosio. Inoltre, è spesso riscontrabile un aumento dei trigliceridi e del colesterolo ematici, fattori di rischio di vasculopatie.

Un cenno a parte, infine, merita l'uso di steroidi in soggetti giovani, di età inferiore ai 20 anni, in cui vi può essere una più precoce saldature delle cartilagini di accrescimento con conseguente riduzione della statura adulta definitiva
In conclusione, l'uso di tali composti nella pratica sportiva appare priva di comprovate basi fisiologiche atte a "giustificarne" i rischi: un serio programma di allenamento ed una dieta personalizzata, associati ad un costante controllo di equipes mediche competenti, dovrebbero essere la base di una seria pratica sportiva.
"Un grande pericolo è rappresentato dalla categoria dei preparatori  che spacciano anabolizzanti e altri farmaci. Non sono riconosciuti da alcuna organizzazione o federazione, quindi auto proclamati tali. Si tratta di criminali che, come gli spacciatori di droga, hanno il solo obiettivo del profitto personale, anche se questo può causare, in alcuni casi, la morte dell'atleta. I farmaci possono essere suggeriti e prescritti solo dal medico. L'abuso di professione medica è il campanello di allarme che annuncia un grave pericolo che può, in alcuni casi, portare alla morte".

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