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Analisi transazionale

Quando due o più persone dividono uno spazio, "il vagone di una metropolitana, l’ascensore, l’autobus, la sala d’aspetto ecc.", prima o poi qualcuno si deciderà di segnalare di essersi accorto della presenza altrui. Questo fenomeno è definito stimolo transazionale. Come conseguenza di questo stimolo, gli altri faranno qualcosa. Questa è la reazione transazionale. Quando qualcuno mi chiede qualcosa, chi è che risponde? Direi: io. Se ci pensiamo, non sempre rispondiamo allo stesso modo ad uno stimolo transazionale (stessa domanda). La risposta, sotto molti punti di vista, dipende dallo stato d’animo di quel momento. Allora, quanti “io” albergano in me? Di quanti “io” è composta la personalità di ogni individuo? Nel 1961 il dott. Eric Berne, psichiatra canadese sviluppò questo sistema di analisi, considerandolo una estensione della psicanalisi. E’ una rappresentazione teorica dell’esistenza, nello stesso individuo, di più “io interiori”, identificandoli con: Io Adulto, Io Bambino, Io Genitore. L’analisi transazionale aiuta l’individuo ad operare la sua innata capacità di cambiare. Secondo Berne ogni persona sceglie un “copione”, inteso come il componimento della storia della propria vita. Un romanzo che iniziamo a scrivere fin dalla primissima infanzia e che intorno ai sette anni di età è quasi ultimato. L’autore potrà unicamente modificarlo, se lo vorrà, dall’adolescenza in poi. Il copione è una strategia elaborata da tutti i bambini per sopravvivere e per farsi accettare dal mondo degli adulti. Il bambino entra in contatto con il mondo dopo la nascita e sviluppa il suo io bambino, è il primo dei tre stati dell’io a manifestarsi. Il bambino che è in noi è quello che noi eravamo un tempo, vuole giocare, gioire, divertirsi, è simpatico, allegro, salta, non sta mai fermo, non si fa molti scrupoli, mette le dita nella torta per assaggiarla, non ha pazienza, ha scarso autocontrollo, è tendenzialmente libero. Il bambino conosce ed interagisce con le figure genitoriali. Tutti impariamo per assorbimento dalle persone che stimiamo. L’Io Genitore dentro di noi è rappresentato dal modo in cui il padre o qualsiasi figura paterna comunica le sue funzioni: stabilisce i limiti, consiglia, disciplina, guida, protegge, fissa le regole e le difende, insegna, giudica, critica. L’io genitore determina il modo in cui il bambino considera i suoi genitori, l’autorità e la collettività (società). Lo stato dell’Io Adulto è l’ultimo a formarsi, inizia ad apparire poco prima del compimento del primo anno di vita e matura completamente intorno ai dodici anni. Grazie all’io adulto, il bambino inizia a strutturare in se la consapevolezza della differenza tra il pensiero di vita che gli è stato inculcato dai genitori, la vita che egli desidera e sogna (il sentito) e la vita che piano piano scopre (il pensiero di ciò che egli sperimenta). L’Io adulto rappresenta il funzionamento logico e razionale di un individuo, raccoglie i dati dell’io genitore, ascolta i segnali dell’io bambino, li pondera, quindi decide. E’ tanto più efficace quanto le altre due istanze sono bilanciate tra loro. Facciamo un esempio, l’acquisto di una casa. L’io bambino: che bello, da qui si vede un parco. Come è grande questa casa e quanta luce. Che stanze grandi, che bella vasca da bagno, c’è anche la doccia, compriamola subito questa casa! L’io genitore: attento, dovrai impegnarti con un mutuo per moltissimi anni. E se il valore degli immobili dovesse scendere? Ti troveresti ad avere male capitalizzato il tuo investimento. E se fosse una truffa? Non sarebbe la prima volta! Meglio andare in affitto per un periodo e capire meglio la situazione. L’io adulto, se funziona bene, ascolta le “voci” provenienti dai suoi io interiori, le valuta, le analizza, osserva la situazione sul piano della razionalità e della realtà. Ad esempio: la casa è bella ma il prezzo è fori mercato, farò una proposta d’acquisto congrua, ma in linea con l’attuale valore di mercato. Il prezzo è interessante, la zona mi piace, per il finanziamento mi sono ampiamente documentato e posso ottenerlo, devo solo verificare che non vi siano gravami sull’immobile. Queste ultime sono considerazioni adulte, razionali, intelligenti. Quante volte però ci capita di propendere per uno o l’altro io interiore, con conseguenze assolutamente negative? I momenti importanti della vita, quelli che possono condizionare un lungo, lunghissimo periodo (matrimonio, figli, attività, professione, la casa.. ecc.), necessitano la piena facoltà mentale e la libertà da uno o l’altro io interiore che prepotentemente decide, senza sapere veramente riflettere ed analizzare.
Una storia vera. Ho un caro amico che nel 1998 ha visitato un immobile allo scopo di acquistarlo. La zona era quella che desiderava, le condizioni eccellenti, il prezzo di mercato aveva raggiunto i suoi minimi storici ed era buona la trattabilità. L’acquisto non avrebbe condizionato alcuna esposizione con istituti di credito, in poche parole: un affare da non perdere. Il mio amico, prima di prendere una decisione aveva consultato sua madre che, non essendo un esperta e non conoscendo le variazioni del valore degli immobili, ha comunicato il suo pensiero sulla base sola dell’esperienza personale e del suo carattere schivo. Attento, non fare passi falsi nella vita, questo non è il momento di comprare case, compra azioni, come ha fatto lo zio. A nulla sono valse le perizie tecniche disinteressate di altri amici esperti, comprò azioni. Il risultato? Dopo il 1998 i prezzi degli immobili, soprattutto in quella zona (centro storico), lievitarono, triplicarono, quadruplicarono ed oltre. Attualmente questa operazione finanziaria è impossibile con le sue risorse, dimezzate dal catastrofico tracollo della borsa. E’ vero che non è possibile ipotecare il futuro e fare previsioni certe, ma è altrettanto vero che quando i segnali sono così forti ed inequivocabili, un comportamento apparentemente autolesionista, fa riflettere sulle facoltà e sulla libertà dell’io adulto. Molte incomprensioni, molti matrimoni, tante separazioni avventate, comportamenti strani e bislacchi, indicano un io adulto debole ed incapace di brandire le redini della vita. Nel settore body building e fitness, questo comportamento è rappresentato da allenamenti massacranti e controproducenti, manie ossessive collegate alla palestra, uso smodato di integratori e continua ricerca della “pietra filosofale”.

L’Io Genitore. Il genitore fissa i limiti, consiglia, guida, disciplina, pone le regole, insegna, nutre, giudica e critica. Il modo in cui la figura paterna comunica queste funzioni a suo figlio, determina il suo modo di considerare i suoi genitori, la società, lo stato. Il genitore, così come “inglobato” dal bambino, sarà prevalentemente: normativo o critico(GN), affettivo o protettivo(GA). Il genitore normativo adotta atteggiamenti autoritari, di disprezzo, di svalutazione, limita l’espressività e la creatività individuale, è solito a frasi tipo:
Quante volte ti ho detto…! Non ti permettere di…! Che cosa dirà la gente….?! E’ necessario…. Bisogna tornare… Questo assolutamente no! Una insopportabile imposizione. In un contesto lavorativo può essere il burocrate che rispetta alla lettera ogni regolamento e ritiene suo dovere far “filare” i suoi subordinati, considerandoli bambini poco disciplinati.
Il genitore affettivo protegge, aiuta, consiglia, insegna e non impone, discute e trova soluzioni. Il comportamento del genitore affettivo offre un sentimento di protezione, di sicurezza, incoraggia il bambino ad esprimersi e a fare le sue naturali esperienze di vita. Le sue frasi tipiche sono:
Non preoccuparti, ci sono io. Ti aiuto. Non aver paura. Rilassati, ti insegno quel lavoro, non è difficile, imparerai presto. Tuttavia, un eccesso di protettività potrebbe impedire al bambino la sua crescita ed il suo passaggio ad adulto. In alcuni casi, una comportamento esageratamente affettivo che impedisce al bambino di crescere, rappresenta uno degli obiettivi inconsci del genitore. E’ il genitore che ha “paura” di perdere il suo ruolo.

L’Io Bambino può manifestarsi con tre modalità: Bambino Libero (BL), Bambino Creativo (BC) e Bambino Adattato (BA). Il bambino libero è il bambino primitivo, spontaneo, sensuale, disinibito, curioso, affettuoso, come se la società non avesse su di lui esercitato alcuna influenza. Per questo motivo è anche timoroso, si spaventa facilmente, è egocentrico ed aggressivo. Il suo comportamento è finalizzato alla soddisfazione dei propri bisogni, alla ricerca del piacere ed alla fuga da ogni sofferenza. Questa espressione consente all’individuo adulto di essere felice della vita, è certamente una persona piacevole, con la quale si sta volentieri. I suoi difetti emergono con le difficoltà di cui la vita è intrisa, è egocentrico, indifferente per i sentimenti degli altri, egoista, aggressivo, fugge dalle responsabilità, dalla realtà ecc. E’ la classica persona che non si presenta il giorno del suo matrimonio, lasciando attoniti fidanzata, amici e tutti i presenti. Il bambino creativo è la parte “magica” dello stato dell’io. E’ intuitivo, creativo, opportuno. Comprende quando è il momento di piangere per ottenere qualcosa e quando è conveniente stare tranquillo, per evitare conseguenze peggiori… E’ il bambino creativo che è in noi che suggerisce un regalo riparatore per farsi perdonare qualcosa, che coglie l’opportunità “al volo”, quando si presenta. Il suo difetto è insito proprio nella “magia” del suo carattere, la sua personalità infantile si manifesta principalmente nell’attesa di momenti magici, capaci di risolvere da soli i suoi problemi esistenziali. Il bambino adattato è sostanzialmente l’opposto del bambino libero. Il piccolo impara presto, spesso per paura, ad adeguarsi alle richieste di genitori normativi. Attraverso punizione, castigo, traumi, esperienze e ricompensa, violenta il proprio istinto e ricerca il gradimento degli adulti. Quando non riesce si isola, rifugiandosi nel suo mondo incantato, creando forti conflitti profondi. I conflitti avviano una sorta di “specializzazione” del bambino adattato in due categorie: il bambino adattato sottomesso ed il bambino adattato ribelle. Possiamo trovare nella stessa persona una forte propensione all’integrazione dell’individuo nel contesto sociale, tale da provocare un eccesso di sottomissione e di auto-svalutazione; controbilanciata da accessi di collera e ribellione incontrollata. Sono persone ambivalenti che possono cambiare molto rapidamente il loro comportamento, creando imbarazzo, disagio e paura. La vittima che diventa persecutore.

Lo stato dell’Io Adulto è una specie di computer elettronico che analizza tutte le informazioni provenienti dall’esterno, dall’io bambino e dall’io genitore, verifica e decide consapevolmente, attivando se stesso, oppure gli atri due stati dell'io. L’io adulto è in grado, nel prendere decisioni, di tenere conto anche di fattori umani. Se rimanesse fisso alla sola razionalità, proprio come farebbe un computer, l’io adulto non sarebbe vivibile.

Per un Personal Trainer è importante individuare rapidamente lo stato dell’io prevalente del suo allievo. La diagnosi riguarda soprattutto il comportamento, si analizzano atteggiamenti, gesti, tono della voce ecc. Emerge una costanza di comportamento. Il genitore costante è essenzialmente l’insegnante, il manager, il medico ecc. tende a fare prediche ed a sconfinare nell’autoritarismo. Il bambino costante è il tipo spiritoso, divertente, auto-ironico, pare che nulla sia veramente importante. L’adulto costante mette in secondo piano l’emotività ed a concentrarsi sull’obiettivo. Per noi spesso il miglior cliente. Accade che molte persone “escludano” una di queste figure nei loro comportamenti. Chi esclude il genitore tende a rifiutare le regole, il classico esponente della sottocultura, i contestatori politicizzati per eccellenza. Clienti difficilissimi per il personal trainer che dovrebbe fissare almeno qualche regola fondamentale, ad esempio: per la dieta sentiamo il parere del medico della palestra. Coloro che escludono l’adulto non analizzano la realtà con obiettività. Vivono forti conflitti intrapsichici, dove genitore e bambino dialogano continuamente. Sono persone bizzarre, spesso depresse, alternano periodi di euforia fanciullesca, con melanconia genitoriale. Sono gli eterni indecisi, vogliono spesso cambiare tabella, esercizi. Le loro informazioni appaiono contraddittorie e spesso il personal cade nella trappola di concentrarsi su una sola delle due personalità prevalenti. Chi esclude il bambino ha cancellato i ricordi della propria infanzia, l’atteggiamento classico è freddo e cerebrale. Non si affeziona e risulta talvolta estremamente critico. Anche il personal trainer è una persona umana e anche per lui esistono preferenze, simpatie, complementarietà. C'è sempre da chiedersi, quando un rapporto presenta difficoltà: quale io dentro me, sta emergendo in questo momento, perchè? E' una costante? Posso cambiare? La consapevolezza di questo fenomeno "naturale", mi è di aiuto per comprendere me stesso e poi gli altri? Non è raro che un personal cerchi un bambino (cliente) a cui insegnare l'allenamento e un bambino (cliente) cerchi un genitore che possa dargli regole e suggerimenti. La trattazione più approfondita dell’analisi transazionale riguarda proprio le transazioni tra individui dal punto di vista tipologico. Ritengo che per i personal trainer sia sufficiente comprendere i rudimenti dell'analisi transazionale, allo scopo di meglio saper interpretare il comportamento dei propri interlocutori ed il proprio. Ogni personal trainer, in seguito alle riflessioni evocate da queste letture, potrebbe lasciare fluire liberamente la propria personalità, attraverso la sensibilità che gli appartiene.

Cosimo Aruta  

 
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