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cellulite e studi scientifici

Perchè trattare l'argomento cellulite anche nella sezione psicologia e non solo in training, allenamento?
Proprio in questo periodo ho ricevuto una lettera interessante da parte di un professionista serio del nostro settore, che a seguito di una conversazione sull'argomento da me trattato su un magazine femminile, ha ricevuto contestazioni. Occorre una lunga premessa che descriva la cellulite dal punto di vista tecnico. La lunga premessa termina al punto (1), in fondo all'articolo. In alcuni miei articoli  che trattano l'allenamento "anticellulite" è indicato che l'attività lattacida sarebbe da evitare per l'effetto sommatorio dell'infiammazione, che condiziona la cellulite stessa. Inoltre l'acido lattico può essere considerato il precursore della cellulite. Perchè?
Non è difficile rispondere a questa domanda dopo avere compreso il funzionamento dei metabolismi energetici e le attività dimagranti. L'articolo che tratta l'argomento è on line:
I metabolismi energetici e dimagrimento...

e: La cellulite e l'allenamento, riflessioni del biologo cellulare...

Che cosa è la cellulite?
La cellulite, la cui esatta locuzione è pannicolopatia edematofibrosclerotica, è una malattia per la quale diagnosi e cura sono di competenza medica. Dal punto di vista dell’allenamento le attività a rischio cellulite sono caratterizzate dall’attivazione consistente del metabolismo anaerobico lattacido. Conosciamo diversi tipi di cellulite: La cellulite compatta è una formazione ben aderente agli strati cutanei profondi; la polimerizzazione provoca un addensamento ed un ispessimento della sostanza fondamentale fino a formare una gelatina dura che tende a comprimere, prima l'apparato circolatorio superficiale, poi quello profondo rendendo il tessuto molto teso, come fosse incollato ai piani muscolari.
Cellulite compatta. La cellulite compatta è tipica delle donne giovani che hanno una predisposizione ereditaria o che assumono la pillola, "fattore scatenante di questa alterazione". La plicatura non forma piega, il calco cutaneo non provoca avvallamento causa la forte tensione dei tessuti.
Aumenta la scabrosità per l'alterazione del microcircolo superficiale compromesso. Le terminazioni nervose sono compresse, e perciò la palpazione provoca dolore. La localizzazione è tipica e si formano i famosi cuscinetti esterni alla coscia alta, denominati "coulotte de cheval". Cellulite edematosa. La cellulite edematosa è caratterizzata da un apparato circolatorio particolarmente compromesso, che altera le funzioni metaboliche di scambio e di riproduzione cellulare. In questa situazione l'eliminazione dei metaboliti e delle tossine è carente, e il quadro istologico evidenzia delle sofferenze. La granularità è palpabile nei piani profondi, la plicatura cutanea supera il centimetro di spessore e la spremitura del tessuto provoca molto dolore. Il calco cutaneo rende visibile lo stato di lassità del connettivo. Gli adipociti aumentano il volume della massa adiposa e producono un forte aumento della pastosità, il grasso mira a spezzettarsi e si organizzano i primi noduli cellulitici che in superficie si evidenziano con l'aspetto di "buccia d'arancia". La circolazione sanguigna e linfatica è indebolita e insufficiente, e causa un infiltrato freddo, vene capillari apparenti, gonfiori e senso di pesantezza, crampi, smania e formicolii. Con questi sintomi lo stadio cellulitico si può considerare grave.
Questa tipologia di cellulite è il risultato finale di un processo fisiologico trascurato; si creano macronoduli costituiti da capsule di grasso ingabbiate in un tessuto duro, fibroso e sclerotizzato. Si formano così fasci di fibre connettivali fittamente stipate che si attaccano sia ai tessuti sottostanti, sia a quelli sovrastanti.
Cellulite molle. In questa situazione si evidenzia una grave degenerazione del tessuto connettivo, l'acqua e i liquidi interstiziali di nutrimento mancano e il tessuto si sclerotizza, diventando fortemente flaccido e sofferente. Questo aspetto corrisponde alla cellulite molle che si osserva frequentemente nelle donne di una certa età. La situazione circolatoria è molto danneggiata, per cui l'infiltrato è freddo e si proiettano frequentemente vene e varici nei piani superficiali. La plicatura è molto voluminosa per la lassità dei tessuti e il calco cutaneo permane in profondità. La dolorabilità della palpazione non è sempre presente, ed è in funzione del danno circolatorio. Le smagliature sono causate dalla rottura delle fibre di sostegno per la mancanza di rigenerazione e per la scarsa riproduzione di collagene ed elastina, carenze che si riflettono anche sull'aspetto ondulato della pelle. La localizzazione della cellulite molle è quasi sempre evidenziata nella parte inferiore del corpo, ma nei casi di obesità generalizzata si può trovare in tutto il corpo.
Pannicolite e adiposità. I soggetti predisposti alla pannicolite e adiposità localizzata, hanno la tendenza ad accumulare masse adipose in zone preferenziali del corpo, dove si trovano dei recettori che sono sollecitati alla formazione del grasso. Lo stimolo a questa produzione può derivare da diverse cause: alterazioni ormonali, periodo in cui ci si alimenta in modo eccessivo, una vita molto sedentaria, posture sbagliate mantenute regolarmente, periodi di grave stress psicofisico. In questi soggetti l'adiposità si moltiplica rapidamente e forma delle masse adipose che preferiscono le parti alte del corpo, come la schiena, il seno e le braccia.
Nel ventre il pannicolo si ispessisce, ed è difficile da trattare, l'infiltrato è caldo e morbido, e la pelle resta solitamente elastica, per cui la plica può variare nello spessore a seconda della sua posizione.
La situazione circolatoria peggiora con le fonti di calore che provocano una vasodilatazione. La pannicolite scompare più velocemente della cellulite; il dimagrimento è abbastanza facile se si ripristinano le sane regole di vita con il movimento e l'alimentazione controllata. La descrizione delle tipologie di cellulite sono tratte dal sito della dottoressa Maddalena Montalbano, medico estetico, docente ai corsi di istruttore e personal trainer della NABBA. sito internet: www.spaziosalute.com

(1) I medici specialisti che intervengono su nostra richiesta ci spiegano la natura della malattia, la sua corretta denominazione, gli aspetti anatomo funzionali, le tecniche di rilevazione e soprattutto l'effetto sommatorio dell'infiammazione in caso di attività lattacida. Per questo motivo la attività lattacida può essere considerata l'anticamera, il precursore della cellulite. Emerge chiaramente che tutte le attività anaerobiche in palestra (quelle con macchine e attrezzature) che stimolano il metabolismo anaerobico lattacido (oltre le 5, massimo 6 ripetizioni), non aiutano ma peggiorano la malattia cellulite. Ora veniamo al cuore della domanda che ha stimolato una ricerca psicologica della risposta.
Pare ci siano tecnici che contestano l'assunto perchè ritengono che non siano stati indicati studi scientifici, tali da poter confermare quanto impariamo ai nostri corsi. Nel testo della domanda che richiede riscontri scientifici è indicato: NON è  riuscito (il contestatore) a trovare in letteratura NESSUNO studio scientifico che attesti  una tale (quella che l'acido lattico possa in qualche modo favorire  l'insorgere o/e il proliferare della cellulite). Affermazione e che per lui, in assenza di  prove scientifiche a supporto, non è altro che una leggenda metropolitana.
 Ha aggiunto inoltre, che debba essere colui che fa un'affermazione con
 piglio scientifico a fornire (visto che in letteratura, a quanto pare non
 si trovano..) gli studi che la provino.
Credo sia vero che non esistano sperimentazioni scientifiche a riguardo. I medici specialisti non hanno mai fatto riferimento a studi scientifici che attestino tale tesi. Ritengo che non siano stati fatti studi così orientati perchè è sufficiente la logica e la conoscenza (per conoscenza intendo studi post laurea). Quando una federazione storica si avvale di consulenti quali medici, biologi ecc. desidera trattare gli argomenti in modo serio, scientifico e trarre elementi indispensabili per arricchire la professionalità di istruttori e personal trainer. Ogni figura professionale ha il suo campo di azione, il suo confine, la sua identità. Il medico fa il medico, l'istruttore fa l'istruttore.
VISIONE LOGICA E VISIONE PSICOLOGICA
La logica di un assunto la si comprende attraverso una visione competente, critica, o seguendo esempi facili, di dominio comune, tali da evidenziare un eventuale paradosso della lagnanza. Mi spiego meglio. Un medico, un biologo, non ha bisogno di conferme scientifiche diverse da quelle che gli studi esperiti gli offrono. Per i non laureati in queste facoltà, intervengono logica e buon senso. Un esempio. Non ho trovato studi scientifici ed esperimenti, così come richiesti ( test, rigorosamente controllati, in doppio cieco, ecc.), che attestino che il maschio umano non fa i figli. La scienza lo dichiara, è vero, ma esiste un esperimento tale da confermarlo? E' mai stato inseminato un maschio in laboratorio per confermare tutto ciò? No, evidentemente. Sono sufficienti deduzioni logiche per comprendere l'inutilità di esperimenti in questo senso. Stiamo sorridendo, vero? E' l'effetto di un paradosso tale da estremizzare la questione e comprendere la lagnanza per la sua interezza. E' per questo che ora siamo sulla stessa "lunghezza d'onda". Se il problema "diffidenza" di alcune categorie di "istruttori" non appare logico, forse una analisi psicologica presenterà un quadro analogico, in grado di offrire una interpretazione più soddisfacente. Il contestatore a tutti i costi presenta ostilità, rivalità, sentimenti tipici dell'adolescenza e pre adolescenza, periodo nel quale avvengono nell'individuo profonde modificazioni strutturali ed ormonali. Psicologicamente l'adolescente è alla ricerca di una sua identità. Raggruppa le esperienze di vita e impara per assorbimento da chi stima, o da chi ha stimato. Assume atteggiamenti difensivi ed avvia manifestazioni di intolleranza per le situazioni che hanno provocato dolore. Spesso le situazioni si riflettono su categorie, su individui per processi intrapsichici e transferali, prevalentemente inconsci.
UNA DIVERSA CHIAVE DI INTERPRETAZIONE
I contestatori a tutti i costi, i conservatori e coloro che fuggono dalla logica, rifugiandosi in un asettico e cristallizzato involucro protettivo, nella realtà cercano di soddisfare un loro bisogno, di pareggiare un conto antico. La ricerca della propria identità è pressante, ci si sente vittime e salvatori, quasi contemporaneamente. Esistono peculiarità tipiche della professione di istruttore e personal trainer, che non si possono studiare sui libri e che non si possono staccare dal tessuto sociale. Mi riferisco all'empatia. La capacità di ascoltare e sentire che cosa prova un altro essere umano. La cultura può essere appresa, arricchita, affinata; l'empatia rappresenta il mezzo per utilizzare al meglio la stessa. L'opportunità di suggerire quanto è utile al proprio interlocutore e non quello che faremmo noi se fossimo nella sua situazione. Siamo due diversi esseri umani. Questo importante passaggio contraddistingue e identifica la professione di  un istruttore o personal trainer di body building e fitness. Se abbiamo compreso quali siano i metabolismi energetici e quali attività  si dimostrano più adatte alle ragazze che vedono la palestra come un ambiente utile a combattere la cellulite, a migliorare la loro forma, ad acquisire salute e bellezza, perchè ci ostiniamo a voler a tutti i costi somministrare squat, affondi, esercizi a 12, 15, 20 ripetizioni e oltre? E' sufficiente solo intervistare le nostre allieve per comprendere quale sensazione fastidiosa di acidità e gonfiore questa metodica produce. Perchè il disagio scardina i confini della professione per approssimare bislacche teorie riguardo la scienza, gli scienziati, gli esperimenti scientifici? La risposta è sempre la stessa: la ricerca di una identità e conflittualità, spesso edipiche. Chi cerca una identità è colui che non sente la propria, o la percepisce come insufficiente. Questo fenomeno è conosciuto ampiamente in psicoterapia.
Per aiutare gli altri, aiutiamo noi stessi; per amare gli altri, amiamo noi stessi. Per sedare gli effetti di un profondo complesso di inferiorità, spesso è sufficiente prenderne atto, accettarlo, come compagno di viaggio in un percorso di crescita. Non dobbiamo vergognarci dei nostri complessi, delle nostre paure, dei nostri sogni. Vorrei esprimere l'affetto per i tanti istruttori e personal trainer che attraverso questa professione, migliorando se stessi, hanno avuto modo di aiutare concretamente i propri allievi e le loro allieve. Usciamo allo scoperto, il confronto è sempre un momento di crescita, per tutti. Attendo i vostri commenti, le vostre critiche e ringrazio i "contestatori" che attraverso con le loro mail, a volte anche colorite, mi aiutano a spostare i miei limiti ed a trarre, attraverso loro, importanti momenti di riflessione e di crescita personale e professionale.

Cosimo Aruta

 
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