ORARI DI APERTURA: ESTATE - LUGLIO E AGOSTO 2010 - click qui
training - alimentazione - prodotti - i negozi - chi siamo - palestre a milano 


PROTEINE DI ALTISSIMA QUALITA', VITAMINIZZATE, AL GIUSTO PREZZO
INFORMAZIONI TECNICHE DETTAGLIATE: PROTEINE WHEY, SIERO DEL LATTE, ULTRAFILTRATE, ECCELLENTE VALORE BIOLOGICO, MATERIA PRIMA NEW ZEALAND, SCHEDA VITAMINE, BUONE E SOLUBILI, (fai clik qui..)
 

psicologia e fitness
 
  training
  alimentazione
  psicologia
uomo ed evoluzione  
evoluzione e solitudine  
eredità e comportamento  
evoluzione e alimentazione  
la memoria  
la filosofia  
storia della psicologia  
psichiatria  
freud psicoanalisi  
lo sviluppo psicosociale  
psicoterapia  
analisi transazionale  
wilhem reich  
bioenergetica  
il narcisismo  
coppia - la scelta del partner  
il sonno dei bambini  
le dinamiche della coppia  
i giochi della coppia  
la sensualità  
l'omosessualità  
il tradimento  
anoressia sessuale  
divorzio separazione  
mediazione familiare  
immagine identità  
il comportamento estetico  
carattere nevrotico  
carattere schizoide  
la depressione  
l' autostima  
il complesso di inferiorità  
fitness e società  
l'egocentrismo  
le federazioni  
cellulite e trainer  
  prodotti
  i negozi
  chi siamo
  consulenze
  acquisti online
  corso di p trainer
  palestre milano
 
 
 

home> psicologia> evoluzione e solitudine

evoluzione e solitudine

Negli ultimi cento secoli siamo passati dalle capanne di fango ai grattacieli moderni, realizzati con tecniche raffinate e materiali unici della nostra epoca, acciaio, putrelle, ecc. La differenza fra le antiche e le moderne dimore è drammatica, al punto da poter immaginare quale stupore, quale emozione "speciale", sarebbe per un abitante di dieci mila anni fa catapultato nella nostra era, passeggiare per una metropoli…..

Come può la società moderna differire dall'antico gruppo tribale?
Cosa significa per il singolo individuo un gruppo così numeroso di suoi simili?

La risposta: ESTRANEI!

Per vivere in modo naturale, è necessario, fra un mondo di estranei, creare una piccola tribù personale e considerare gli altri come "esseri diversi", appartenenti ad un'altra specie animale. Arriviamo addirittura a fingere che non esistano. Evitiamo i contatti visivi, eliminiamo qualunque saluto o scambio sociale. Quando una persona entra in un ambiente denso di esseri umani, ad esempio il vagone di una metropolitana nelle ore di punta, e si comporta in modo "umano" dicendo: buongiorno! Oppure: un saluto a tutti! La prima cosa che pensiamo è che ci voglia chiedere denaro, se non chiede soldi, che sia pazzo.
E' così importante la battaglia contro la solitudine, che siamo spaventati dalle persone sole, o che riteniamo tali. E' come se temessimo il possibile contagio…….
Tanto abituati a trattare gli altri alla stregua di oggetti inanimati, abbiamo occhi unicamente per chi conosciamo. Questo comportamento consente di godere delle meraviglie della grande città, mentre mentalmente creiamo una vita personale di tipo tribale. In poche parole siamo antichi. Le persone più evolute emotivamente dimostrano cordialità incondizionata, ma sono poche.
Le persone più evolute socialmente hanno sviluppato un sistema di cortesie, del tutto impersonali, ed imitano l'amicizia vera, da dedicare agli estranei. Questo sistema o galateo, o buone maniere, ci consente di mescolarci a persone estranee con minor attrito possibile.

Biologicamente siamo collaborativi, pacifici e dotati di autocontrollo. Purtroppo gli individui spogliati della consapevolezza di potere personale, per effetto di traumi vissuti, come ingiustizie familiari, tutte le forme di violenza; spesso senza la possibilità di rifarsi alla fonte di tutti i loro mali, ripiegano su vittime più deboli. Diventano soggetti in cerca di possibili vittime, per rifarsi. Per paura e codardia di affrontare anche solo il ricordo del soggetto, artefice della violenza topica, cioè subita in un luogo preciso dei nostri ricordi profondi (topos = luogo).
Essi ripiegano abitualmente su vittime più deboli, sulle quali possono scaricare la propria collera. La violenza, come il sangue, scorrono sempre verso il basso. Le vittime più comuni di questa aggressività deviata sono le donne, i bambini e gli animali.

Chi picchia la moglie, violenta le donne, abusa dei bambini e tortura gli animali, appartiene a questa categoria. Per molti criminali il loro danno è avvenuto nell'infanzia. Per molte persone apparentemente normali, danni di inferiore intensità, producono effetti nella vita adulta. Le cronache dei giornali e dei telegiornali negli ultimi anni, testimoniano come questa devianza possa presentarsi accompagnata da ferocia ed efferatezza, anche tra le mura domestiche, anche nei confronti di persone che si dovrebbe amare. Mariti, mogli, padri, figli, amici, amanti ed altri ruoli che credevamo "protetti", si dimostrano a rischio. Esiste, come è naturale, una scansione, un gradiente che identifica soggettivamente questa inclinazione. I comportamenti rigidamente autoritari e non autorevoli dei genitori, talvolta nascondono questa pericolosa inclinazione. Dietro la giustificazione: "è per il suo bene" si può trovare una maschera plasmata dalle proprie frustrazioni e dai fantasmi del proprio passato. La consapevolezza può avviare una nuova vita. Desidero riportare una poesia scritta da un papà il quale ha avuto il coraggio di mettere in discussione il proprio comportamento
"W. Livingstone Larned" FATHER FORGETS

Ascolta, figlio: ti dico questo mentre stai dormendo con la manina sotto la guancia e i capelli biondi appiccicati alla fronte.
Mi sono introdotto nella tua camera da solo, pochi minuti fa. Quando mi sono seduto a leggere in biblioteca, un'ondata di rimorso mi si è abbattuta addosso, e pieno di senso di colpa mi avvicino al tuo letto.
E stavo pensando a queste cose: ti ho messo in croce, ti ho rimproverato mentre ti vestivi per andare a scuola perché invece di lavarti ti eri solo passato un asciugamani sulla faccia, perché non ti eri pulito le scarpe.
Ti ho rimproverato aspramente quando hai buttato la roba sul pavimento:
A colazione, anche lì ti ho trovato in difetto: hai fatto cadere le cose sulla tovaglia, hai ingurgitato cibo come un affamato, hai messo i gomiti sul tavolo. Hai spalmato troppo burro sul pane e, quando hai cominciato a giocare e io sono uscito per andare a prendere il treno, ti sei girato, hai fatto ciao ciao con la manina e hai gridato:
"Ciao, papino!" e io ho aggrottato le sopracciglia e ho risposto: "Su dritto con la schiena!"
E tutto è ricominciato da capo nel tardo pomeriggio, perché quando sono arrivato eri in ginocchio sul pavimento a giocare alle biglie e si vedevano le calze bucate. Ti ho umiliato davanti agli amici, spedendoti a casa davanti a me.
Le calze costano, e se le dovessi comperare tu, le tratteresti con più cura.
Ti ricordi più tardi come sei entrato timidamente nel salotto dove leggevo, con uno sguardo che parlava dell'offesa subita? Quando ho alzato gli occhi dal giornale, impaziente per l'interruzione, sei rimasto esitante sulla porta. "Che vuoi ?" ti ho aggredito brusco. Tu non hai detto niente, sei corso verso di me e mi hai buttato le braccia al collo e mi hai baciato e le tue braccine mi hanno stretto con l'affetto che Dio ti ha messo nel cuore e che, anche se non raccolto, non appassisce mai.
Poi te ne sei andato sgambettando per le scale.
Bè, figlio, è stato subito dopo che mi è scivolato di mano il giornale e mi ha preso un'angoscia terribile. Cosa mi sta succedendo? Mi sto abituando a trovare colpe, a sgridare; è questa la ricompensa per il fatto che sei un bambino, non un adulto ? Non che non ti volessi bene, beninteso: solo che mi aspettavo troppo dai tuoi pochi anni e insistevo stupidamente a misurarti col metro della mia età.
E c'era tanto di buono, di nobile, di vero, nel tuo carattere! Il tuo piccolo cuore così grande come l'alba sulle colline.
Lo dimostrava il generoso impulso di correre a darmi il bacio della buonanotte.
Nient'altro per stanotte figliolo: Solo che son venuto qui vicino al tuo letto e mi sono inginocchiato, pieno di vergogna.
E' una misera riparazione, lo so che non capiresti queste cose se te le dicessi quando sei sveglio. Ma domani sarò per te un vero papà: Ti sarò compagno, starò male quando tu starai male e riderò quando tu riderai, mi morderò la lingua quando mi saliranno alle labbra parole impazienti. Continuerò a ripetermi, come una formula di rito: "E' ancora un bambino, un ragazzino!"
Ho proprio paura di averti sempre trattato come un uomo. E invece come ti vedo adesso, figlio, tutto appallottolato nel tuo lettino, mi fa capire che sei ancora un bambino. Ieri eri dalla tua mamma, con la testa sulla sua spalla. Ti ho sempre chiesto troppo, troppo…..

E' una poesia che fa molto riflettere. Perché in molteplici situazioni: con i colleghi, con i subalterni, con gli amici, con i figli, con mariti, mogli, amanti, a diversi livelli intensivi, facciamo tutto questo?
Nessuno è escluso, si tratta unicamente di un gradiente intensivo. Come pensare alla qualità: dolce. Zuccherando un caffè è possibile addolcirlo. Riempire la tazzina di zucchero è quantomeno strano, stravagante, questo è il vero eccesso, la patologia, il comportamento deviante. Ogni persona quando zucchera il caffè lo addolcisce, il problema è proprio quantitativo.

Dall'astratto, da una analogia al concreto: siamo fermi al semaforo e una vettura alle nostre spalle aziona il dispositivo di segnalazione acustica. Iniziamo ad inveire contro l'esecutore presunto della "strombazzata" senza nemmeno pensare alle attenuanti del caso. Non lo ha fatto apposta, è capitato inavvertitamente, ha un passeggero a bordo che sta male ecc.
In quella frazione di secondo avevamo solo un obiettivo, sfogarci. Nei confronti di chi? Non lo conosciamo.
Potrebbe essere un fantasma del nostro passato che si è comportato in modo ingiusto con noi?
E' possibile che la protezione delle vetture favorisca fenomeni regressivi?
perchè spesso è sufficiente vedere negli occhi il proprio interlocutore, trovare il suo sguardo "dolce" e non minaccioso, per calmare immediatamente l'animo e sedare la rabbia?
Forse cercavamo gli occhi di qualcun altro per scaricare la nostra aggressività? Sentivamo il bisogno di compensare un conto, una umiliazione subita. Come un bancomat, se non si è versato denaro in banca, non si può prelevare. In alcuni casi il prelievo riguarda la comprensione, l'empatia, è difficile dare quello che non si ha ricevuto.

Quante riflessioni, che fanno pensare. Nessuno è immune. Qualche giorno fa, mi sono recato in un ufficio comunale per chiedere un'informazione. Ho chiesto al funzionario di turno: posso chiederle un'informazione?
La risposta fu agghiacciante, nel disprezzo totale del proprio ruolo, ha negato di ascoltare la mia richiesta, farfugliando: non posso mica ascoltare tutti, se ne vada, non intendo fare discriminazioni proprio con lei……con un linguaggio diverso, adatto al suo livello culturale.

Nessuna persona normale nega una informazione, riguardo una indicazione stradale o altro. Ho ritenuto che quel funzionario fosse in cerca di una vittima. Perché? Chi gli ha fatto così male da avere bisogno di tale compensazione?
Sono certo che proprio in questo momento stai pensando: è successo anche a me, sai quante volte!
In quell'occasione gli ho risposto a tono. Oppure, ho avuto compassione di lui. Ancora, me ne sono andato indignato.
Quest'ultimo comportamento indica una ferita. Ha donato all'interlocutore maleducato un grande potere, quello di condizionare il comportamento e l'umore. Se una persona è maleducata, inadeguata, questo non significa che lo siano altre. Facile esprimere il concetto, la libertà da condizionamenti richiede maggiore forza interiore e abilità in percorsi spirituali.

Sapete quando il funzionario mi ha risposto brutalmente, quale impeto ho avuto? Quello di dirgliene quattro. Di identificarlo per fare una segnalazione all'autorità competente. A dire, non finisce qui. Lei non può trattarmi così impunemente. Per fortuna ho riflettuto. Ho deciso di farmi scivolare addosso l'ingiustizia. Poi mi sono recato nell'ufficio a fianco, ho trovato un secondo funzionario, veramente molto cordiale, che mi ha fornito tutte le informazioni di cui avevo bisogno.
Il vero problema è con noi stessi. Non siamo in realtà liberi di comportarci come desideriamo e inseguiamo schemi di comportamento che si sono "cristallizzati" nel corso della vita. Ci siamo chiusi come un riccio per effetto della paura e ripetiamo continuamente gli stessi errori. La libertà inizia con la consapevolezza di tratti del carattere che non ci piacciono e che vorremmo modificare.

Cosimo Aruta

 
LA TUA FORMA, il tuo benessere, la tua salute, consigli su misura proprio per te...
  * SCONTI *
(BCAA) AMINOACIDI RAMIFICATI + B6, CREATINA, GLUTAMMINA, THERMO qualità e prezzo...
NUTRIFORCE proteine whey, aminoacidi ramificati, bcaa + B6, creatina micronizzata, glutammina, SCONTI, OFFERTE SPECIALI, qualità, schede tecniche, listino..
NO ASPARTAME, proteine senza edulcorante ...
*nutriforce.it* qualità, laboratori, analisi....
SUPER OFFERTE prodotti in super sconto, fino al 50% scadenze..
LA TUA FORMA FISICA, ATTIVITA' DIMAGRANTI, linea, tono, fisico modellato, salute e .. click qui
CORSO ISTRUTTORI, CORSO PERSONAL TRAINER di Body Building e Fitness
Anatomia, nutrizione biomeccanica, fisiologia, psicologia, corso 6 mesi diploma ..all'interno
COLONNA VERTEBRALE prevenire i danni da allenamento, esercizi da evitare click qui.
ESPERTI RISPONDONO
Il medico specialista in scienza alimentazione, il cardiologo, il biologo, l'avvocato, il personal..
CORSO ISTRUTTORI E PERSONAL TRAINER visita il sito della accademia di fitness e body building: filosofia, benessere...
     

corso istruttori - allenamento fitness - dieta alimentazione - psicologia - campioni - qualità prezzo

in forma, benessere, allenamento, fitness ... integratori alimentari di qualità, integratori alimentari americani, prodotti per lo sport, vendita online sconti speciali, offerte, palestre - body-shop.it tutti i diritti riservati 2001 - info@body-shop.it