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fitness e società
fitness, costume e società
Mercoledì 22 dicembre 2004. Nel pomeriggio
una gentile giornalista radiofonica della capitale mi chiede di
discutere del fenomeno body building e doping con il prof. Dal
Monte, alle 20,30, in diretta radiofonica. Accetto molto
volentieri e sono onorato di poter interloquire con un
professore di tale spessore culturale ed istituzionale. Sono curioso di ascoltare il
punto di vista di chi, a differenza di noi appassionati, vede il
fenomeno body building dall'esterno. Sarà una opportunità
importante per meglio comprendere come le istituzioni e gli enti
di promozione sportiva, "fotografano" il mondo delle palestre di
body building e fitness, in uno spaccato della realtà, libero ed
incondizionato.
Ascolto il prof. Dal Monte in una sua interpretazione del
body building, soprattutto quello agonistico, quale fenomeno irrazionale; una enorme
massa muscolare oltre ogni logica sportiva. Introduce il
concetto di "q. b." quanto basta. Lo sviluppo muscolare
anche nelle altre attività sportive, quali il canottaggio, è
limitato a quello che basta per meglio produrre una prestazione
sportiva. Nel body building pare non ci sia limite allo sviluppo
muscolare e
questi fisici grotteschi altro non sono che una miscela composta
da: uso di farmaci e allenamenti a basse ripetizioni, vicine al
massimale (massima forza disponibile con i più alti carichi
possibili). Questa metodica risulta nociva per la salute dei
praticanti di body building e fitness. E' veramente interessante,
sebbene inquietante,
apprendere il pensiero
del prof. Dal Monte. Non posso fare a meno di riconoscere che in
questi anni ce la abbiamo messa tutta per darci la zappa sui
piedi. Parlo al plurale pur non riconoscendomi parte
dell'aspetto degenerativo del body building. Penso alle mie
figlie, Manuela e Federica e mi immedesimo in un papà che con
questo bel quadretto del mondo fitness e body building, vede le
palestre come una sorta di inferno che devasta corpo e salute dei
malcapitati avventori. Intuisco la sua reazione quando sua
figlia, o suo figlio gli dice: oggi mi sono iscritta/o in
palestra! Paura, timore, diffidenza, credo anche disprezzo. Ma le cose non stanno affatto in questi
termini. La realtà non è questa. La mia opinione è che il prof. Dal Monte abbia
ricevuto, attraverso i canali pubblicitari, che purtroppo
impropriamente ci
rappresentano, esclusivamente la parte patologica della
nostra attività. Mi preme sottolineare che questo "cancro" del
body building riguarda una minoranza assoluta, non
rappresentativa. Per fare una analogia che inquadri le
proporzioni e la realtà, è come pensare ai consumatori regolari
di vino rosso e agli alcolisti. Introducendo il saggio concetto
del prof. Dal Monte del qb, quanto basta, un bicchiere o due di
vino rosso al giorno fanno bene, un fiasco per pasto, no. Per
comprendere se il vino e quindi la sua produzione sia opportuna
per la società è doveroso prendere atto che a fronte di
pochissimi alcolisti, i quali rappresentano l'aspetto patologico,
milioni, forse miliardi di persone nel mondo trovano giovamento
dal consumo di questo prezioso alimento. E' evidente che una
mistificazione della realtà può creare effetti terroristici, che
non tutelano l'informazione corretta e quindi la salute
pubblica. Per il body building e fitness, è la stessa cosa. Una
manciata di squilibrati e di criminali, non possono e non devono
infangare l'attività meritoria di tanti professionisti che con palestre,
centri di fitness, centri benessere, professori isef, dottori in
scienze motorie, istruttori e personal trainer di body building
e fitness, si aggiornano, si confrontano con medici, biologi;
imparando e traendo informazioni fondamentali per rendere
l'attività sempre più salutare e piacevole. Una attività che
migliora la salute pubblica e soddisfa le attese dei praticanti:
un bel fisico, piacevole, sgrassato, tonico, modellato e
soprattutto sano. Milioni di persone nel mondo
stanno benissimo, godono di ottima salute, invecchiano meglio,
hanno un età fisiologica diversa da quella anagrafica, appaiono
molto più giovani. Io personalmente sento di dover ringraziare
il body building, oggi ho quasi 44 anni, il mio fisco non è
diverso da quando ne avevo 20. Posso giocare per ore con le mie
bambine e con le loro amiche, senza problemi. In tutte le stagioni dell'anno porto le
mie figlie in bicicletta, per i parchi milanesi, che soprattutto
in primavera sono bellissimi. Non mi disturba il loro peso sui sediolini
durante la marcia, ridiamo, cantiamo e giochiamo a lungo; le tengo per ore in braccio e sulle
spalle. Non ricordo negli ultimi dieci anni una immobilità per
malattie stagionali, effetto degli adattamenti incrociati, stato
di salute condizionato anche dal body building. Mi diverto con la maturità della mia età e con un fisico
conservato e allenato per poter essere dinamico, giovane. Il
prof. Dal Monte crede che
allenamenti di body building siano eseguiti costantemente con carichi sub massimali, vi
immaginate negli anni i soli danni alla colonna? Noi privilegiamo un
equilibrio tra le varie qualità fisiche, resistenza locale,
forza, intensità, allenamenti aerobici, efficienza
cardiocircolatoria. Studiamo i metabolismi
energetici e facciamo tesoro di quanto appreso dai medici, per
meglio espletare la nostra attività. Dico questo perchè sono
profondamente convinto che il body building, come il vino,
faccia bene, a condizione che, come il vino, si gusti con
sensibilità, raffinatezza e non si ecceda con le quantità.
Quanto basta. Resta una domanda senza risposta, stimolata dal
prof. Dal Monte: disse che basta comprare una rivista di settore
per osservare fisici inumani. Aggiungerei: anche allenamenti
pazzeschi, impossibili, dannosi. E' vero ed è triste. Frequentando
le palestre, passeggiando sulle spiagge, nelle piscine in
estate, questi fisici mostruosi, dove sono? Il "mostro" non è
il body builder medio. Due nomi per tutti. Costantino e Daniele, scoperti da Maria De Filippi. Il punto di incontro tra salute, bellezza
classica e moda. Esistono gare peso/altezza che si pongono
proprio questo importante obiettivo socialmente utile, quello di
porre un calmiere al peso muscolare nelle gare di body building.
E le testate di settore? Le gare con "mostri" cancellano tutto! Fino a quando avremo piacere di
relegarci in un ghetto integralista, difficilmente la Società e
le Istituzioni riusciranno ad osservare il mondo del fitness con
obiettività. Le miopi visioni, purtroppo le ha create quella
profonda minoranza urlata che ha calpestato i bisogni collettivi,
sociali; con attività e manifestazioni compensatorie di disagi
personali, non integrate nel tessuto sociale e soprattutto non
socialmente utili. Ringrazio il prof. Dal Monte di avere
avuto la bontà di conversare con me di questi importanti
argomenti e di ascoltare anche il mio punto di vista.
Con stima, Cosimo Aruta |
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