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Nevrosi
Le nevrosi. Siamo tutti nevrotici. Sono
malattie psichiche meno gravi, non presentano lesioni organiche
ed il sistema della realtà non è alterato, infatti, il nevrotico
è pienamente consapevole di esserlo. Il comportamento è alterato
lievemente ed è possibile convivere con la malattia e avere una
vita normale, il problema è quantitativo: quanto sono nevrotico?
E: perché sono nevrotico? La nevrosi è una malattia degli
aspetti affettivi della psiche, le sue cause sono:
intrapsichiche (conflitti interiori), legate ad un arresto
dell’evoluzione affettiva. Le cause di tale arresto sono dipendenti da traumi affettivi patiti
nell’infanzia e contenuti in situazioni sociali intollerabili
(intollerabili per la mente di un bambino). Che cosa è l’arresto
dell’evoluzione affettiva? Ogni bambino dalla nascita inizia a
relazionarsi con l’ambiente, seguendo un vero e proprio ciclo
evolutivo. I primi sei anni di vita sono determinanti per lo
sviluppo della persona, un possibile, eventuale squilibrio è
riferito ad un trauma vissuto in questa fase della vita (0 – 6
anni). Questo periodo della vita struttura il carattere
dell’individuo attraverso quattro tappe fondamentali: orale,
anale, fallica e genitale. Nella prima fase, quella orale (0 -2
anni), il bambino ottiene piacere principalmente attraverso la
bocca, è totalmente dipendente dalla mamma ed è passivo. Vive
una sensazione di onnipotenza, la sua estrema debolezza
rappresenta il culmine della sua forza, tutti si occupano di
lui. La fase anale (2 -3 anni) è caratterizzata dal controllo
dello sfintere anale. Inizia una certa capacità di controllo, è
la fase del dare e ricevere. Le prime feci di cui il bambino è
consapevole rappresentano il primo dono che è in grado di fare
ai genitori, purtroppo molti genitori sono allo scuro di questo
importante momento e reagiscono in modo inadeguato per il
bambino. E’ l’età del sadismo e del masochismo, si avverte
l’eccitazione di padronanza e controllo sugli altri. Impulsi
sadici e rimorso. La fase edipica o fallica è caratterizzata
dalla conflittualità edipica. Sigmund Freud ha scelto la
tragedia greca di "Edipo Re" perchè meglio interpreta i sentimenti dei bambini in
questa fascia di età (3 – 6 anni). Ogni bambino s’innamora del
genitore di sesso opposto. Esce dal simbiotico rapporto con la
madre e scopre che si è in tre. Avverte il piacere di toccarsi i
genitali e sente un conflitto con il genitore dello stesso
sesso. E’ principalmente in questa fase che l’eventuale
scarsa conoscenza dei genitori, unita ad una atmosfera di
rarefatta sensibilità ed empatia, può provocare delle ferite nell’inconscio del bambino
che si trascinerà per tutta la vita. Il genitore di sesso
opposto dovrebbe essere non seduttivo e non repressivo. Quello
dello stesso sesso, comprensivo, sereno e non conflittuale. Il vissuto
di questa fase potrebbe alterare la meta sessuale e avviare alle
perversioni (fantasie) e/o repressioni, caratterizzando il comportamento
sessuale nella vita adulta. Tutti hanno delle preferenze e delle
fantasie, è del tutto normale. La patologia risiede nella loro
intensità ed esclusività. Ogni bambino “esce”, supera la fase
edipica identificandosi con il genitore dello stesso sesso.
Esiste una differenza tra maschi e femmine. Entrambi hanno un
rapporto iniziale definito "diadico" con la madre. Il bambino
non sposta la sua attenzione dalla madre innamorandosi di lei
nella fase edipica, seguirà un passaggio verso il padre per il
naturale processo di identificazione successivo. La bambina ha
un passaggio in più: madre, padre, madre. Secondo autorevoli
autori tra i quali vorrei citare Lacan, per le donne il marito è
sempre il secondo uomo nella vita, dopo il padre. Riguardo
l'identificazione con il genitore dello stesso sesso, una eventuale impossibilità
di questa naturale evoluzione psicosessuale, porta il bambino ad
identificarsi con il genitore di sesso opposto, invertendo la
meta sessuale (omosessualità). Una figura arrogante,
autoritaria, dispotica e per il bambino spaventosa, facilita
questo meccanismo di inversione. L'omosessuale è una persona che
al termine della fase edipica, non ha potuto identificarsi con
il genitore dello stesso sesso. Alla fase edipica segue un lungo
periodo di latenza sessuale, circa dai 6 ai 12 anni di età, in
cui i bambini giocano prevalentemente con bambini e bambine con
bambine. I passaggi dello sviluppo psicosessuale: orale, anale,
edipico, latenza, non si superano mai
completamente e condizionano nell’individuo i tratti del
carattere. I tratti del carattere sono come una impronta
digitale, ogni persona è diversa dall'altra.
Le nevrosi si dividono in: strutturali e
situazionali.
Le nevrosi strutturali si sviluppano nei
primi sei anni di età e possono emergere in qualsiasi momento,
nel corso della
vita dell’individuo. La nevrosi esplode quando viene meno il
coperchio dell’inconscio. L’inconscio è il mondo sommerso,
formato dalle nostre paure dell’infanzia, dalle vergogne, dai
desideri che non abbiamo mai confessato, da forti esperienze
violente ed intollerabili per un bambino. Per esperienza
intollerabile dobbiamo fare sempre riferimento all'età in curi è
stata vissuta. Una esperienza non traumatica per un adulto può
dimostrarsi tale per un bambino. L’inconscio è una
parte della coscienza non accessibile, infatti, nessuno ha
memoria di essersi innamorato del proprio genitore, al
contrario, il solo pensiero produce vergogna. L’inconscio
emerge unicamente nella vita onirica (sogni), nei lapsus ed in
analisi. Le nevrosi situazionali sono reazioni a situazioni
esistenziali particolarmente stressanti: la morte di una persona
cara, un crollo finanziario, un trasloco ecc. Le nevrosi si
manifestano attraverso due stadi, un primo stadio è
caratterizzato da angoscia o ansia nevrotica, ansia senza
apparente oggetto, senza motivo, senza senso. Quando qualche
contenuto dell’inconscio tenta di risalire allo stato di
coscienza, emerge l’angoscia nevrotica, che rappresenta la paura
che questo avvenga. Nel secondo stadio appare il sintomo, come
la paura
delle piazze (agorafobia), paura di attraversare una strada,
paura di morire, paura dello sporco, ecc. Quello che stava
uscendo dall’inconscio censura la vera paura, mascherandola. Il
compito dell’analista è soprattutto quello di rendere
consapevole l’individuo che un particolare evento spaventoso,
terrificante, patito da bambini, non rappresenta più un
problema, né un pericolo da adulti. Infatti l'esperienza
intollerabile vissuta dal bambino può essere tollerata e anche
compresa dall'adulto. L'adulto può perdonare, il bambino non
perdona mai. Quando avviene serenamente questa
connessione, il sintomo scompare. Questo lavoro può richiedere
anni.
La nevrastenia è una nevrosi che presenta una forte
irritabilità e stancabilità. Tutte le energie tengono a bada i
contenuti dell’inconscio, sfinendo il soggetto. E’ una persona
insofferente e tutto la può irritare: un rumore, la luce, un
oggetto in movimento, le persone. I personal trainer che
lavorano nei grandi centri conoscono questo problema. Molti
clienti desiderano l’isolamento, non vogliono dividere gli
attrezzi con altri, il rumore della palestra li infastidisce.
Come effetto tanti centri di fitness hanno ghettizzato la sala
personal separandola dalla palestra, il contrario di quanto
suggeriscono sentimenti universali collegati alla socialità e
alla sportività, sentimenti che l'atmosfera di una palestra
dovrebbe evocare nei frequentatori. Il nevrastenico è ipocondriaco, vive nel terrore
delle malattie, trascorre la vita consultando medici e non si
convince delle loro rassicurazioni. Mai suggerire un integratore
ad un nevrastenico. Il Personal Trainer, soprattutto in questo
caso, dovrebbe non uscire dai confini della sua professione e
mantenere un distacco professionale senza farsi coinvolgere in
argomenti che non gli appartengono completamente. Possono manifestarsi
attacchi di panico, insonnia, emicrania cronica, tremore alle
gambe durante il riposo; il nevrastenico non riesce a godere
della vita perché si sente continuamente debilitato.
La nevrosi
fobico ossessiva. I sintomi principali della nevrosi fobico
ossessiva sono: ansia, insicurezza e totale sfiducia delle
proprie possibilità, si sposta la reale paura ad un oggetto
esterno, oggetto fobico. Il fobico evita tutti i contatti per
effetto della sua malattia. Le paure più diffuse sono: paura
degli ambienti aperti, spesso per un desiderio inconscio di
essere sedotti. Paura dello sporco, spesso per bisogno di
pulizia interiore. Paura degli uccelli, questi sono un chiaro
simbolo fallico, rappresenta la paura del maschio, della libertà
della pace. Paura dei ragni, talvolta i ragni simboleggiano la
madre cattiva della propria infanzia. Quando la fobia aumenta
d’intensità il soggetto riduce sempre più i suoi spazi vitali,
allo scopo di evitare l’angoscia. Le fobie possono essere
trasferite alle persone vicine, ai familiari. Ci sono mamme che
non vogliono assolutamente che il proprio bambino si sporchi,
mentre gioca. Per questo timore limitano la frequentazione di
parchi, trascurando l'importanza per il bambino di giocare e socializzare con
altri coetanei.
La nevrosi ossessiva è la forma più grave della
patologia nevrotica, produce idee fisse e azioni automatiche,
azioni prive di apparente significato, è il caso della persona
che deve sempre lavarsi le mani un numero di volte a destra e un
numero di volte a sinistra, che deve fare sempre il giro del
letto un esatto numero di volte prima di coricarsi ecc. La sua
logica prevede: se non faccio questi gesti che tengono a bada
l’ansia non riuscirò a controllare neanche i reali disturbi inconsci.
Inoltre, la paura di compiere azioni assurde, immorali,
pericolose. Ad esempio, non volere rimanere da soli con i propri
bambini per paura di poter fare loro del male. Contro
l’ossessione non bisogna combattere! E’ necessario assecondarla
con la consapevolezza che quel fatto ignobile non si verificherà
mai nella realtà, quindi è possibile pensarlo ad oltranza senza
che questo condizioni la realtà.
L’isteria è la prima nevrosi studiata da Sigmund Freud e anche la prima che Freud ha conosciuto. Deriva da un
complesso di Edipo non risolto, diventa isterica la persona che
è arrivata al periodo edipico anche senza presenza di componenti
orali (dipendenza, onnipotenza ecc.). Secondo Freud la causa
dell’isteria risiede nella paura, angoscia di castrazione.
Quando il bambino si innamora del genitore di sesso opposto teme
di essere punito, se è maschio con la castrazione e se è femmina
con la perdita dell’amore. Il non superamento di questo
conflitto rende difficile una vita sessuale normale. L’Isteria
si divide in isteria di angoscia e di conversione. L’isteria di
angoscia è l’angoscia fobica. Nell’’isteria di conversione, il
disturbo psichico si converte con un disturbo fisico (corporeo).
Il sintomo isterico può presentarsi anche di una gravità enorme:
cecità isterica (ha visto qualcosa che non si deve vedere).
All’epoca di Gesù si conosceva questa malattia, infatti, nella
descrizione del vangelo dei miracoli di Gesù, per cecità è
indicato: “Cieco dalla nascita”. Si è ritenuto opportuno
sottolineare la differenza tra la patologia vera, fisica, da
quella psichica di conversione, curabile anche da persone sagge,
sensibili, non in possesso di poteri particolari. Tra i sintomi più
comuni abbiamo: svenimenti, grida, convulsioni, sempre alla
presenza di pubblico, autobus affollati, strade frequentate,
negozi, ristoranti, mai da
soli. Confabulazioni, inventa cose non vere. Falsi ricordi, la
bambina che vorrebbe avere rapporti con il padre, si convince di
essere stata violentata dal padre, quando sono unicamente
fantasie isteriche della ragazza. Frigidità, spesso si
presentano come grandi seduttrici. Altri sintomi tipicamente
maschili: eiaculazione precoce e
impotenza. Come in tutte le nevrosi, lo scopo del sintomo è
quello di tenere a bada ciò che disturba realmente all’interno. Le
patologie del comportamento alimentare ed il dimagrimento, sono
state trattate negli articoli dedicati, presenti nella sezione
alimentazione. Per finire, selezionando gli argomenti più
interessanti e utili ad Istruttori e soprattutto Personal Trainer di Body Building e Fitness, concluderei con la
trattazione di due malattie comuni: la depressione e la
personalità psicopatica.
Le depressioni, dette anche melanconie, si
presentano con un profondo dolore, sensi di colpa, insonnia,
anoressia e fantasie di suicidio. Possono essere: endogene,
secondarie, reattive e nevrotiche. La prima è la psicosi maniaco
depressiva, già trattata nelle psicosi. La depressione
secondaria non è una psicosi, la persona si deprime in quanto
malata. Malattie senili, traumi fisici, tumori, paralisi,
cecità, ecc. possono portare alla depressione. Nella depressione
secondaria il malato è pienamente consapevole della sua
situazione e chiede aiuto, è aderente con la realtà, a
differenza della fase melanconico depressiva della psicosi
maniaco depressiva. Molti anziani sono affetti da depressione
secondaria, soprattutto quando si sentono debilitati fisicamente, soli nel
vuoto delle loro giornate, inutili. Tutti conoscono casi
d’anziani che si sono uccisi per questo motivo. Le depressioni
reattive sono reazioni a qualche evento doloroso o stressante.
La reazione è sproporzionata al problema. Ad esempio la reazione
ad un lutto è di profondo dolore, si piange, si desidera stare
soli, in sola compagnia dei ricordi, del dolore e
non si desidera il contatto con gli altri, per un certo periodo
di tempo, poi la vita continua. La condizione di isolamento e di
lutto a vita è il sintomo di una depressione reattiva. La
depressione reattiva è condizionata dall'incapacità di superare
una situazione di estremo dolore e non dall'intensità del dolore
stesso. Un altro
esempio, che appartiene al mondo delle palestre e dei personal trainer, è la depressione reattiva alla pensione.
Tanti pensionati negli ultimi anni, frequentano palestre e
centri di fitness. Quando una
persona, durante il corso della sua vita, s’identifica con la
sua professione, al punto da non sentirsi null’altro, alla
pensione cade in un profondo stato depressivo, come reazione a
quanto perduto. L’atteggiamento che può salvare dalla
depressione è la scoperta del proprio valore, indipendente dalla
professione. Un uomo, per quanto stimato e indipendentemente dal
suo potere nel lavoro, non è solo un
dirigente, un avvocato di successo, uno statista straordinario,
un alto ufficiale, è anche padre, nonno, amico, persona ricca di sentimenti, di
curiosità, di creatività. Il desiderio di scoprirsi oltre la
professione è la migliore terapia contro la depressione reattiva
al pensionamento.
La depressione nevrotica è uno stato
depressivo che accompagna una particolare nevrosi. La
personalità psicopatica o personalità antisociale, non è una
malattia ma una vera e propria personalità. Riguarda
principalmente il sesso maschile e l’appartenenza ad una
famiglia caratterizzata da un padre debole, assente e/o
eccessivamente autoritario ed una madre anaffettiva, incapace di
offrire al bambino esperienze gratificanti. Un'altra causa è
l’educazione incoerente, un genitore eccessivamente indulgente,
spesso la madre, e l’altro troppo severo, prevalentemente il
padre. C’è da dire che a parità di condizioni familiari esistono
bambini davvero indistruttibili, che riescono a superare tutte le
tragedie di famiglia, altri che manifestano una particolare
fragilità nella struttura psichica, tale da non sopportare le
frustrazioni affettive.
Psicopatia. Lo psicopatico ha veri e propri
comportamenti criminali, si tratta del delinquente che non sta
nella banda, non socializza e non ha sensi di colpa. Non avendo
un super ego (padre) adeguato, è pericoloso con immediato passaggio
all’atto. Lo psicopatico è infaticabile, in palestra può
allenarsi per ore senza stancarsi mai, è impulsivo, guai a
toccare un attrezzo che sta utilizzando. Non socializza e non si
adatta, spesso frequenta in orari dove la palestra è semi
deserta. Fa richieste strane, chiede le chiavi del centro per
allenarsi di notte o di mattina presto, in completo isolamento.
Questi atteggiamenti si manifestano in tutte le situazioni della
vita, scuola, lavoro e vita affettiva, è una persona senza
amici. Talvolta la massa muscolare lo aiuta ad allontanarsi dal
prossimo e questo è il suo reale obiettivo. L’errore più
frequente nelle palestre è quello di fare di tutta l’erba, un
fascio. I muscoli non sono indice di disagio, lo è il
comportamento. Nei casi più gravi lo psicopatico trascorre la
vita tra la libertà ed il carcere. La migliore terapia è quella
di gruppo, dove lo psicopatico può imparare a relazionarsi con
l’ambiente e a rispettare qualche regola, con estrema
gradualità. Dovrebbe trovare attraverso la terapia il padre
guida che gli è mancato durante l’infanzia. Ritengo che i grandi
centri di fitness, con oltre mille frequentatori iscritti,
dovrebbero avere la figura dello psicologo quale consulente
interno, soprattutto per sensibilizzare e specializzare il
personale a contatto con il pubblico. Tratto da: http://www.mf.it/psicologia/funzionamento_mente.shtml
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