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transfert - es - io - super io

Il concetto di transfert nella psicoanalisi
ha un valore determinante per la terapia psicoanalitica, si
sviluppa regolarmente nel rapporto tra il paziente ed il
terapeuta. Il concetto teorico di transfert consiste nella
ripetizione del modello comportamentale strutturato e ripetuto
nei rapporti con le proprie figure genitoriali, durante
l’infanzia. Ripetiamo nella vita adulta il modo in cui ci
relazionavamo da piccoli con le persone più significative.
Tendiamo a replicare con le persone per noi di un particolare
valore, gli stessi sentimenti che provavamo all’interno della
famiglia di origine, indipendentemente dall’età anagrafica.
Ad esempio, una signora di 50 anni di età, ripete lo stesso
modello di comportamento con il suo analista, che ha avuto
origine nei primi anni della sua vita e che ha condizionato le
transazioni affettive e conflittuali con le sue figure
genitoriali. Quando il paziente mette l’analista al posto di qualcun altro,
l'analista deve sapere chi è l’altro (padre, madre, fratello
ecc.). L’analista offre la propria persona per fungere da
supporto ad un’altra figura. Senza l’attivazione del transfert,
la terapia non procede. Il controtransert è il parente
povero del transfert, è importante prenderne coscienza, diversamente non si aiuta
il paziente. Consiste nella capacità da parte dell’analista, di
cogliere affettivamente il suo paziente, sono i sentimenti
dell’analista verso il paziente. Il controtransfert può
essere definito l’insieme delle emozioni che
il paziente attiva nell’analista. Ad esempio: una persona
antipatica, simpatica, ecc. Perché quella persona risulta a me
antipatica? Cosa vedo in lei di me (del mio vissuto, dei miei
ricordi, di qualcosa che mi appartiene? Quali aspetti in lei colgo,
che appartengono al mio passato e che non mi piacciono? Cosa mi
ricorda? A cosa mi riconduce? Cosa attiva nel mio profondo? Non
comprendere il controtransfert può provocare collusione,
delirare insieme (analista-paziente). Queste transazioni, con le evidenti
differenze di ruolo, possono strutturarsi anche
nel rapporto cliente – personal
trainer. Esistono molti punti di convergenza: fiducia, stima,
delega (mi affido a te per cambiare il mio corpo. Quanto del mio
corpo è presente nelle mia mente? Mente e corpo non sono unità
indivise). Il sintomo nevrotico è sempre il risultato di un
conflitto inconscio ancora irrisolto. A livello edipico consiste
nella tensione che emerge dal desiderio per il genitore di sesso
opposto, contro il divieto di incesto. Se il soggetto non è in
grado di sanare questa opposizione, emergono disturbi nella
sfera affettiva, come ad esempio non riuscire a trovare una compagna per l’uomo
ed una insoddisfazione cronica nei rapporti con gli uomini per la donna.
SECONDA TOPICA FREUDIANA: ES - IO -
SUPER IO. Il secondo modello mentale di Sigmund
Freud. La prima topica di Freud (conscio, preconscio, inconscio),
fu sviluppata in un periodo successivo con la seconda topica. La
seconda topica suddivide la psiche in tre istanze: Es, Io e
Super Io. L’es è il grande contenitore delle pulsioni da dove
provengono i desideri da soddisfare, senza alcuna censura e
senza una aderenza con la realtà. L’Es ubbidisce ad un
imperativo: liberati e godi. E' il tipico comportamento dei bambini in tenera età.
Ad esempio, il bambino è attratto da una torta e questa è a
portata di mano, la assaggia col dito, senza curarsi delle circostanze,
anche se fosse una torta nuziale e prima della foto di rito…
L'Es
la è prima istanza a formarsi nell’individuo, corrisponde, secondo
l’analisi transazionale all’Io bambino. Il Super Io, si forma
successivamente, quando il bambino si integra con i genitori e
struttura la seconda istanza, quella censoria. E’ la coscienza
morale, la sede dei più alti ideali, il suo comando è: “devi”!
Secondo Freud il Super Io succede al complesso di Edipo, quando
il bambino di identifica con il genitore. Il Super Io rappresenta l’idea
ideale del padre, l’orientamento per tutta la vita. L’Io è
sospeso e bilanciato tra Es, e Super Io. E’ tanto integrato e
funzionale, quanto le altre due istanze si pareggiano, senza che
una prevalga sull’altra. Ad esempio,quando una ragazza , dopo
una fase di corteggiamento, desidera accettare una intimità
(bacio) da parte di un ragazzo, si troverà inizialmente
palleggiata tra Es e Super Io. Es: fantastico, è bellissimo, ha
gli occhi azzurri, è dolce, lasciati andare subito e prova tutto
il piacere che puoi. Super Io: non lasciarti andare, devi
ricordarti che sei una brava ragazza! Cosa potrebbe pensare di
te? Cosa diranno le tue amiche quando lo sapranno? Che sei una
ragazza facile. Lui vuole baciarti solo per portare l’episodio
come trofeo con i suoi compagni, non ti vuole bene e forse non
neanche il suo tipo. L’Io dovrà valutare quanto di vero è comunicano
dalle altre due istanze, dovrà fare da giudice e quindi pervenire ad una
decisione: bacio o non bacio?
Nel 1920 Sigmund Freud pubblicò: Al di là
del principio del piacere, nel quale sostenne che coabitano
nell’apparato psichico pulsioni con finalità opposta: pulsione
di vita e pulsione di morte. La pulsione di vita è volta al
soddisfacimento di un desiderio sessuale o dell’istinto di
autoconservazione. La pulsione di morte sono raccolti tutti i
comportamenti aggressivi verso gli altri e verso se stessi. Freud
era pervenuto a queste conclusioni osservando che nel
funzionamento della mente si verifica puntualmente una “coazione a
ripetere” le stesse esperienze dolorose patite all’origine, nel
rapporto tra il bambino e le proprie figure genitoriali. E' la
tipica affermazione: commetto sempre gli stessi errori. La
donna che si unisce sempre con uomini violenti che la
percuotono, la persona che tende a scappare sempre dalle
situazioni difficili, l’individuo violento, quello arrogante,
volgare, la persona che tende sempre ad ottenere vantaggi
economici da una situazione, simulando amicizia, amore ecc, nei
loro ripetuti e ripetuti comportamenti, sottolineano questa
tesi. Nella realtà è solo attraverso l'auto consapevolezza che
l'uomo può avviare il processo di autoeducazione. Riconosco le
mie caratteristiche, i miei pregi ed i miei difetti. Ammetto che
i miei difetti non mi piacciono e inizio a lavorare per cambiare
il mio comportamento in date circostanze. E' possibile iniziare
a cambiare solo dopo avere riconosciuto la propria coazione a
ripetere. Ognuno può fare qualcosa di quello che altri hanno
fatto di lui (A. Sartre). Tra i tanti seguaci e allievi di questa scuola
(la psicoanalisi di Sigmund Freud), quattro portarono
trasformazioni tali da uscire dal
movimento creato da Sigmund Freud, fondando altre scuole
psicologiche. I quattro allievi sono: Carl Gustav Jung, Otto
Rank, Alfred Adler e Wilhem Reich (il suo continuatore naturale
Alexander Lowen, fondatore della Bioenergetica).
Tratto da: http://www.mediazionefamiliaremilano.it/psicologia/sigmund_freud.shtml
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