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Wilhelm Reich
Il corpo umano e la sessualità sono stati per
secoli il bersaglio mobile delle religioni e della morale, come
se il corpo fosse un involucro peccaminoso, contenente pulsioni
sconvenienti, vergognose, da celare. Al contrario, il corpo è espressione di
vita, consente di immergerci in un oceano di sensazioni, di
emozioni. Solo attraverso la sessualità è possibile la “fusione”
con un'altra persona. Non si tratta di un fardello che
accompagna lo spirito virtuoso, come alcune filosofie vorrebbero
far credere. L’effetto devastante della repressione costruisce
piaghe sociali: il piacere scollegato all’amore, l’edonismo, la
pornografia, un “consumo” sessuale da super store, come tutti i
beni accessori che si possono acquistare con una qualsiasi carta
di credito, merce di scambio. Da un estremo all’altro il corpo è
mortificato, avvilito, bistrattato, mistificato. L’amore è una
profonda esperienza di contatto, il corpo non si può separare
dall’amore, perché è la manifestazione fisica dell’amore stesso. Whilelm Reich, un grandissimo genio,
sostenne questa tesi, diede dignità all’individuo,
restituendogli il suo corpo che dall’illuminismo alla
psicoanalisi fu il grande assente.
Reich è nato in Galizia nel 1897, fu un
promettente allievo di Sigmund Freud, in possesso di una
straordinaria abilità terapeutica. Nel 1923 in un seminario
tecnico, Reich illustrò ai suoi colleghi un caso utile allo
studio del meccanismo della resistenza (un meccanismo per il
quale ogni persona affonda nell’inconscio ricordi, pensieri,
emozioni e sensazioni che lo hanno traumatizzato e non ha quindi
memoria cosciente e consapevole). Espose un caso di impotenza. Il paziente riuscì a
ricostruire la scena primaria, che aveva avviato la nevrosi. Da
bambino aveva assistito di nascosto al parto della madre, Reich
collegò questa esperienza traumatica per un bambino, al complesso
di castrazione emergente dalla vista dei genitali femminili
insanguinati. Malgrado le congratulazioni dei suoi colleghi, Reich non era soddisfatto, perché il paziente era rimasto
impotente. Praticamente non era guarito dalla sua nevrosi. Dopo circa un mese comunicò al paziente il fallimento
della terapia e fu sorpreso dalla scarsa emotività ed eccessiva
docilità del paziente nel ricevere la notizia. Reich comprese
che proprio la gentilezza del paziente rappresentava la sua
difesa. Si soffermò a riflettere soprattutto sul
carattere e la resistenza caratteriale, elementi che nella
psicoanalisi non erano quasi considerati e constatava che le
pulsioni distruttive (odio), sono sempre secondarie, si
sviluppano come conseguenza ad una frustrazione del piacere e
dell’amore. La frustrazione genera rabbia che se interamente
impedita, produce impotenza, quindi la rabbia si ritorce contro
se stessi (masochismo). Nel 1933, in “Analsi del carattere”,
affermò che il carattere è l’insieme mal organizzato delle
pulsioni e delle loro inibizioni. L'introiezione di concetti
sessuofobici favorisce la formazione di individui passivi,
acritici, disposti ad essere sottomessi senza opporre alcuna
resistenza. La distruttività umana è
la conseguenza di una società che impedisce la libera
espressione del piacere e della libera creatività dell’uomo
(peste emozionale). In chiara opposizione all’istinto di morte,
indicato da Sigmund Freud. Reich afferma che l’energia sessuale
repressa si accumula sul piano muscolare e che questa
concentrazione produce irrequietezza motoria.
L’irrequietezza motoria insorge perché l’eccitazione sessuale
insoddisfatta si ripercuote sul motore muscolare, senza
manifestarsi come fenomeno sessuale, ma come spinta alla
distruzione. Quanti personal trainer hanno notato questi
“blocchi” della motricità durante l’esecuzione degli esercizi, tali
da limitare il lavoro dentro la serie e l'efficacia
dell'allenamento. Se l’istinto sessuale non viene
soddisfatto, l’impulso distruttivo aumenta. L’odio è dipendente
dalla intensità della negazione dell’amore e la distruttività
dall’intensità della stasi della libido. Il
problema ha radici sociali, non è sufficiente affrontare la
nevrosi individualmente, senza modificare le strutture sociali e
la morale collettiva e coercitiva che avvia, struttura e
perpetua nella gente le nevrosi stesse. Reich era molto
sensibile al sociale, fu un rivoluzionario e si impegnò
politicamente nel Partito Comunista Istituì a Vienna nel 1928 i
primi consultori sessuali aperti a tutti, soprattutto alle
classi sociali più povere, dove il disagio sessuale condizionava
comportamenti barbaramente aggressivi. La libertà sessuale non
intende che le persone si accoppino animalescamente, come fu
spesso banalizzato e frainteso il pensiero reichiano, si
avvicina al concetto orientale di energia universale. Vuole
intendere una ritrovato contatto con il proprio corpo e con le
proprie emozioni e lo scioglimento dei condizionamenti difensivi
che impediscono all’uomo uno stato di equilibrio, armonia e
integrazione mente corpo. Per queste idee, geniali, innovative e
lungimiranti, fu espulso nel 1933 dal Partito Comunista. Un
medico del regime comunista, fraintendendo completamente le idee
di Reich, affermò: Reich vuole trasformare le nostre
organizzazioni in altrettanti bordelli. Questa affermazione
identifica chiaramente quella che Reich stesso ha definito:
“peste emozionale”, individui corazzati, bloccati,
cristallizzati nelle loro emozioni, carichi di aggressività ed
in opposizione con la libera espressione della vita; indipendentemente dal colore politico. Le persone, l’uomo e non
i partiti, una estensione universale e saggia del pensiero,
purtroppo non condivisa dai burocrati dell’epoca. Il fascismo
nero ed il fascismo rosso, così li definì Reich e fu per questo
calunniato da ogni parte. Il grande tema del quale si fece
portatore fu: come è possibile incarnare ideali di libertà senza
essere liberi nel profondo? Senza una piena consapevolezza delle
emozioni e sensazioni corporee, intrise di una sessualità misera
e pornografica, pieni di aggressività e violenza repressa da
deviare sui più deboli. Come possono queste persone amare la
vita? Esprimere libertà e creatività? La storia ha
dimostrato chiaramente come l’ascesa delle dittature in quel
periodo generasse disprezzo e non amore per la vita. Reich fu
costretto a lasciare Vienna ed iniziò il suo peregrinare.
Danimarca, Londra, Parigi, Svezia, Norvegia ed infine nel 1940,
per effetto delle calunnie e delle feroci persecuzioni, gli Stati Uniti
d’America. Reich aveva osservato che il piacere non è unicamente
legato a sensazioni fisiche, è anche dovuto all’esistenza di una
energia che definì “energia vitale”, che scorre nel corpo
di ogni individuo. Una energia sconosciuta alla scienza e nota
in oriente con il nome di prana o Ki. Ribattezzò questa energia
in energia orgonica, da cui orgomia la scienza che la studia.
Comprese di aver fatto una scoperta molto importante,
incredibile. L’energia orgonica si manifestava anche
nell’atmosfera, irradiata dall’energia solare, sulla scia del
pensiero olistico. Nel 1949 fu istituita la Fondazione Wilhem
Reich, che aveva l’obiettivo di studiare l’energia orgonica in
tutte le sue manifestazioni. Approfondì aspetti della ricerca in
relazione alle terapie contro il cancro. Le persecuzioni
ripresero, come la bellezza è negli occhi di chi la osserva,
così anche il “torbido” è custodito nell’animo di chi non può
farne a meno. Fu diffamato e sospettato di utilizzare i propri
studi e gli apparecchi di sua invenzione per provocare
l’orgasmo, per procurarsi facili guadagni, quindi arricchirsi
alle spalle del prossimo; la calunnia si diffonde con estrema
rapidità. La Food and Drug Administration fece diverse indagini
sulle attività di Reich che si conclusero nel 1954 con la
citazione in giudizio. Nel 1956 Reich fu arrestato, sottoposto a
perizia psichiatrica e dichiarato perfettamente sano di mente e
quindi punibile. Dopo diversi ricorsi in appello, nel marzo del
1957 fu incarcerato. Nel novembre dello stesso anno Reich
accettò di fare da cavia per la sperimentazione di alcuni
farmaci e non sopravvisse, morì per attacco cardiaco. Whilelm
Reich è stato un genio. La scienza ha un grande debito di
riconoscenza verso di lui, è stato un uomo che con le sue idee,
la sua intelligenza, la sua semplicità e la sua ingenuità ha
dato al mondo una vera lezione d’amore. Il discepolo di
Reich che fondò la Scuola Bioenergetica, tecnica terapeutica che
si propone di aiutare l'individuo a tornare ad essere con il
proprio corpo e vivere la vita con pienezza è Alexander Lowen,
medico psicoanalista, autore di "Il linguaggio del corpo". Molti
contenuti di questo volume si possono definire "illuminanti"
nella professione di Istruttori e Personal Trainer.
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