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cellulite e allenamento
cellulite,
grasso, allenamento
La cellulite, la cui corretta
denominazione è
pannicolopatia edematofibrosclerotica, è una malattia per la
quale diagnosi e cura sono di competenza medica. I medici
specialisti in estetica, dermatologia e ginecologia, hanno
trattato ai nostri corsi per istruttori e personal trainer
l'argomento. Le tipologie della cellulite e una trattazione
filosofica dell'argomento "cellulite e allenamento" sono on line
all'indirizzo: per l'articolo: cellulite e training, clicca qui.... Questo articolo
tratterà la cellulite ed il manto lipidico (grasso), dal punto di vista dell'allenamento in palestra.
L'argomento che consente di comprendere come l'allenamento dovrebbe essere impostato e quali
sono gli errori più elementari che spesso impediscono di
combattere la cellulite e ridurre il tessuto adiposo è: i
metabolismi energetici, contenuto in "attività dimagranti.
per l'articolo: metabolisimi e attività dimagranti, clicca qui....
I metabolismi energetici sono 3. Il metabolismo anaerobico alattacido, eccellente per tonificare i distretti muscolari
desiderati senza provocare l'increzione dell'acido lattico. Per
lavorare in palestra i muscoli glutei, quadricipiti, bicipiti
femorali e tutti i distretti della catena estensoria dell'arto
inferiore, provocando una stimolazione il cui adattamento sarà
un rassodamento e tonificazione muscolare (tono), in presenza di
cellulite, è indispensabile non superare mai le 6 ripetizioni
per serie. Tutte le serie da 10, 12, 15, 20 ripetizioni ed oltre
non aiutano a "combattere" la cellulite ma a facilitare,
favorire la sua proliferazione. Con queste metodiche si peggiora
piuttosto che migliorare con l'allenamento. Come vedremo con il
metabolismo lattacido, che tratteremo per ultimo. Il metabolismo
aerobico, evidentemente alattacido, rappresenta l'attività
ideale ed unica per combattere una delle cause della cellulite,
la circolazione. E' l'unico metabolismo energetico che consente
al torrente circolatorio di penetrare nei muscoli allenati
attraverso la grande circolazione. E' l'unico metabolismo che
provoca il dimagrimento, mediante l'ossidazione dei grassi. Quali
sono le attività di riferimento? Innanzitutto l'errore più grave
consiste nell'indicare esercizi con bassi carichi e tantissime
ripetizioni (20, 40, 100 e oltre). E' una strada sbagliata. Il
metabolismo aerobico è un metabolismo molto capace e poco
intenso. Le percentuali di carico non dovranno superare il 20 %.
E non è sufficiente. Per sua natura, tante articolazioni e
quindi diversi distretti muscolari devono sinergicamente
collaborare. L'attività ideale è la corsa lenta e tutti i
movimenti (corsi ecc.) a bassa intensità di lavoro ed enorme
capacità in termini di tempo. Eccellente attività è il ballo, in
particolare il latino americano, salsa, merengue, bachata,
rumba ecc. Consente di sviluppare ore e ore di lavoro aerobico
in pieno divertimento. La tipologia di danza è caratterizzata da
movimenti sinuosi, armoniosi, dove tantissime articolazioni si
aprono e si chiudono dolcemente, a ritmi non frenetici. La
frequenza cardiaca non dovrebbe mai superare: (220 - età) x 75%.
Senza troppi calcoli, è sufficiente provare gioia nel movimento
e "sentire" che l'attività potrebbe ipoteticamente non finire
mai. Infatti la caratteristica del metabolismo aerobico è quella
di poter continuare in eterno. Evidentemente la stanchezza
generale, prima o poi porrà temine all'attività. Un esempio: una
passeggiata piacevole potrebbe continuare per ore, ore ed ore.
Anche dalla prima mattina fino a tarda sera, ipoteticamente si
intende, eppure questa è stata una attività abituale dei nostri
antenati. Infine il metabolismo anaerobico lattacido,
il demone della cellulite. Si può affermare che l'acido lattico
rappresenti il precursore della cellulite, in molti casi.
E' proprio l'attività da evitare. Comprendo che senza conoscere
almeno i rudimenti dei metabolismi energetici e quindi delle
attività dimagranti, risulta difficile trattare seriamente
l'argomento. Immaginiamo una attività, la passeggiata di prima.
Durante la piacevole marcia attraverso una campagna in fiore, in
una bellissima giornata di fine maggio, sopraggiunge un cane di
grossa taglia e feroce che scatta in nostra direzione. Segue una
fuga concitata e molto veloce, fortunatamente dopo pochissimi
minuti (1 o 2) il cane cessa l'inseguimento e possiamo
fermarci...con il cuore in gola. La frequenza cardiaca è
altissima, le cosce sono "gonfie" e dolorose, meno male che il
cane ha desistito dai suoi propositi, stavamo per cedere, non ce
la facevamo proprio più, forse pochi secondi dopo avremmo dovuto
in ogni caso interrompere la marcia. Dalla fuga alle gare,
è quanto accade al maratoneta, quando anticipa lo scatto finale
in prossimità dell'arrivo. Corre per ore a bassa intensità,
permanendo nel metabolismo aerobico, che brucia i grassi e poi
"scatta", cambiando metabolismo. E' sufficiente fare male i
conti, anche solo di pochi metri, che il maratoneta,
indipendentemente dalla sua volontà, cadrà davanti al traguardo,
anche se in quel momento in testa al gruppo d'arrivo. Quando
lavorate con tante ripetizioni in palestra, dal punto di vista
metabolico, siete nelle condizioni di fuga o del maratoneta,
allo sprint finale. La circolazione locale è bloccata in quelle
condizioni ed il consumo riguarda unicamente gli zuccheri.
Quindi, lavorare con esercizi per gli arti inferiori a tante
ripetizioni e poco carico "gonfia" gli arti inferiori (cosce) e
non le snellisce. Un effetto accessorio indesiderato di questa
tipologia di allenamento (tante ripetizioni e poco carico), che
riguarda l'alimentazione è l'appetito. Come è noto per dimagrire
è indispensabile negativizzare calorie, in altri termini:
mangiare meno. L'attività lattacida consuma unicamente gli
zuccheri presenti nei muscoli, il cui effetto è l'abbassamento
della glicemia (tasso di zuccheri nel sangue). La risposta
ormonale a questa condizione è la stimolazione della gastrina
che a sua volta innalza l'appetito, la fame; allo scopo di
ripristinare rapidamente i livelli fisiologici di zucchero
(glucosio) nel sangue. Quindi, non solo limitiamo la
circolazione quando dovremmo favorirla. Non solo provochiamo un
effetto sommatorio dell'infiammazione nei casi di cellulite,
tale da favorire e non combattere questa malattia; non contenti
o meglio contente, creiamo quelle condizioni di fame che
allontanano dall'obiettivo dimagrimento. Praticamente un
disastro. Al contrario l'attività aerobica "brucia" una miscela
alimentare composta principalmente da acidi grassi. L'effetto è
il dimagrimento e non l'abbassamento dei livelli di glucosio e
di glicogeno (polimero di glucosio presente nei muscoli a scopo
di immagazzinare meglio l'energia). Avremo più sete (prodotto
dell'ossidazione: acqua e andidride carbonica) e non più fame.
il punto di vista biologo molecolare, fai click qui....
Di seguito un esempio di allenamento che possiamo definire
anticellulite e di tonificazione:
Riscaldamento camminata a bassa intensità 5 minuti
Strectching 10 - 15 minuti
Squat senza peso, a corpo libero, talloni lontani e punte divergenti. 5 serie da 5 ripetizioni, carichi moderati.
Leg press orizzontale, piedi al centro del piano d'appoggio, se occorre asse di legno sotto i talloni. Sacro aderente allo schienale
dorso staccato anche solo di un centimetro dallo schienale, allo scopo di liberare la colonna da ogni
possibile compressione (per compensazione della cerniera lombo sacrale durante la fase negativa)
3 o 4 serie da 5 ripetizioni, carichi moderati
Leg curl da seduta, 5 serie da 5 o 6 ripetizioni, carichi moderati.
Abductor machine, 3 o 4 serie, carichi moderati.
Corsa lenta o camminata in salita (metabolismo aerobico, f.c. 220 - età x 65/75% - da 30 a 60 minuti.
Attività di decompressione, camminata a bassissima intensità e strectching. fine seduta
Per atlete principianti consiglio un approccio graduale, una serie per esercizio la prima settimana,
due la seconda, tre la terza, quattro la quarta, a regime dal
secondo mese di allenamento.
Cosimo Aruta |
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