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le fibre muscolari
le fibre
muscolari
Il motore muscolare assolve tutti i compiti di movimento per mezzo
di cellule specializzate contrattili che costituiscono i vari
tipi di fibre muscolari. Vi sono fibre muscolari lisce, quelle
dei muscoli involontari, ad esempio i muscoli dell'intestino,
delle pareti arteriose ecc. Esistono fibre muscolari striate,
tra le quali quelle del muscolo cardiaco e quelle dei muscoli
dello scheletro. Le fibre muscolari scheletriche sono ulteriormente
specializzate in relazione alle diverse necessità di movimento
del corpo, i muscoli stabilizzatori o muscoli posturali, che stabilizzano
ed equilibrano la posizione del corpo, necessitano di mantenere
contrazioni di bassa intensità per periodi prolungati di
tempo. I distretti muscolari che invece intervengono negli spostamenti
degli arti sono sollecitati per brevi periodi di tempo e per lavori
d'intensità elevata. Queste diverse specializzazioni si
riflettono in una diversa composizione di questi gruppi motori
a livello di fibre contrattili. Esistono muscoli rossi, lenti
e resistenti e muscoli "bianchi", veloci, forti e poco
resistenti. Questi muscoli sono costituiti rispettivamente da
fibre rosse a contrazione lenta e fibre bianche a contrazione
veloce. Le fibre possono essere distinte, oltre che per il loro
aspetto, condizionato dal contenuto sarcoplastico di mioglobina,
bianche e rosse; anche per le loro caratteristiche contrattili
come slow twich (St), lente e fast twich (Ft), veloci. Le rosse
sono lente e le bianche sono veloci, con riferimento alla velocità
di contrazione e non alla velocità di movimento. Una
distensione su panca con un carico massimale sarà eseguita
con movimento lento e le fibre stimolate saranno le Ft, a veloce
contrazione.
La scissione dell' ATP è svolta dalla testa molecolare
della miosina. Il tipo di miosina posseduto dalle cellule condiziona
la velocità dell' ATPasi, scissione dell'ATP. Esistono
sette tipi diversi di miosine, distribuite in maniera diversa
nei vari tipi di fibre. In relazione all'attività di scissione
dell' ATP, possono essere distinte in fibre di tipo 1, corrispondenti
alle fibre lente, rosse e fibre del tipo 2, rapide o bianche.
In relazione al potenziale ossidativo le fibre di tipo 2 sono
distinte in:
- 2 A, con elevato potenziale ossidativo
- 2 B, con basso potenziale ossidativo
- 2C, fibre intermedie tra 1 e 2.
I mitocondri sono organelli intracellulari, la cui funzione è
quella di produrre ATP attraverso l'ossidazione delle catene idrocarboniose,
provenienti da principi alimentari mediante l'ossigeno atmosferico.
I mitocondri sono la sede del metabolismo aerobico. Le fibre rosse,
lente, sono ricchissime di mitocondri e d'enzimi mitocondriali
del ciclo di Krebs e della catena respiratoria. Le fibre bianche,
veloci sono invece relativamente povere di motocondri. Tra le
fibre di tipo 2, quelle a più alto potenziale ossidativo
(2A), sono ricchissime di mitocondri, mentre quelle a basso potenziale
ossidativo (2 B) presentano mitrocondri a concentrazione rarefatta.
La glicolisi è l'insieme dei processi enzimatici che porta
alla demolizione del glucosio. L'insieme dei processi che si svolge
nella frazione solubile delle fibre muscolari, vale a dire al
di fuori dei mitocondri, costituisce la glicolisi anaerobica ed
è responsabile della produzione d'acido lattico in condizioni
d'anaerobiosi. I principali enzimi glicolitici sono le fosforuttochinasi,
la piruvico- chinasi e la lattico- deidrogenasi (DLH). Le fibre
muscolari veloci, bianche, hanno la necessità di risintetizzare
rapidamente ATP attraverso i meccanismi anaerobici e perciò
esse sono particolarmente ricche d'enzimi glicolitici. Le fibre
lente, rosse, ossidative hanno invece scarse necessità
di ricorrere ai meccanismi anaerobici e sono povere d'enzimi glicolitici.
Sulla base del bilancio metabolico glicolitico-ossidativo le fibre
muscolari sono state distinte in lente-ossidative e veloci-ossidative-glicolitiche
e veloci glicolitiche. Nell'uomo non esistono muscoli completamente
bianchi o completamente rossi. Ciascun muscolo è costituito
da una miscela di fibre lente e rapide.
Le proporzioni tra le due componenti sono variabili in funzione
di diversi elementi: Tipo di muscoli, età del soggetto,
sesso, stato d'allenamento, costituzione genetica.
Esistono muscoli posturali, ad esempio gli estensori della colonna,
costituiti in prevalenza da fibre lente, rosse. I muscoli che
intervengono nel salto, catena estensoria dell'arto inferiore:
gemelli, quadricipiti ecc, sono più ricchi di fibre rapide,
bianche. L'evoluzione filogentica della specie umana ha condizionato
la distribuzione delle fibre nei vari distretti muscolari. Riguardo
all'età, con l'avanzare degli anni si riduce la percentuale
di fibre veloci a favore di quelle lente. Per questo motivo i
praticanti di discipline di fondo sono longevi dal punto di vista
atletico. I maschi possiedono una maggiore percentuale di fibre
veloci, bianche rispetto alle femmine. Gli atleti che si dedicano
alle specialità di resistenza incrementano la propria percentuale
di fibre rosse. Sebbene non esistano riferimenti scientifici a
riguardo, ritengo che sia possibile anche il contrario, vale a
sostenere che attività di forza e resistenza locale, tipiche
del Body Building, Culturismo, possano incrementare il numero
di fibre bianche, veloci, per iperplasia. Probabilmente l'anossia
è una delle cause principali. Non potendo confrontare campioni
di tessuto muscolare (biopsia) nel tempo, nello stesso soggetto,
non resta che riflettere sull'incredibile aumento di dimensioni
e forza muscolare degli atleti professionisti di Body Building.
Tali risultati suggeriscono questa tesi.
La modulabilità della composizione in fibre della muscolatura
in conseguenza alle stimolazioni motorie, allenamento, non deve
mistificare la realtà. La composizione percentuale delle
fibre è determinata sostanzialmente dal patrimonio genetico
individuale. Per questo motivo la predisposizione ed il successo
in una particolare attività sportiva, sono determinati
essenzialmente dalla predisposizione genetica e non dall'allenamento.
Le caratteristiche morfostrutturali sono definite dal neurone
che controlla le fibre muscolari. . Tutte le fibre facenti parte
della medesima unità motoria presentano caratteristiche
uniformi. Scambiando l'innervazione tra muscoli rapidi e lenti,
le fibre muscolari cambiano in funzione del nervo che le controlla.
(esperimenti di trasposizione nervosa). Per questi motivi ed alla
luce di questi brillanti esperimenti, si preferisce la terminologia:
unità motorie lente e unità motorie rapide.
Gli atleti con la maggior percentuale di fibre lente sono i maratoneti,
gli sciatori di fondo ed i ciclisti su strada. Le fibre lente,
infatti, grazie alla loro struttura metabolica, sono scarsamente
affaticabili e possiedono una migliore efficienza. Al contrario
gli atleti con la maggior percentuale di fibre veloci, bianche
sono i velocisti, i pesisti ed i culturisti. Nelle specialità
intermedie 400 - 800 - 1500 mt, la percentuale di fibre sarà
intermedia tra gli estremi.
Le fibre lente, rosse, hanno la più bassa soglia di attivazione
perciò, sono le prime ad entrare in attività in
qualsiasi tipo di movimento. Nei movimenti lenti con erogazione
di forza inferiore al 20% circa della massima forza disponibile
sono attivate unicamente le fibre lente. Le fibre veloci, bianche,
entrano in azione nei movimenti veloci oppure anche quando l'intensità
della forza di contrazione richiesta supera il 20 % della massima
forza disponibile. Le fibre veloci sono reclutate nei movimenti
lenti che richiedono erogazione di forza elevata. Anche se
si contraggono lentamente producono molta forza. La loro azione
si somma a quella delle fibre lente, rosse che vengono comunque
e sempre reclutate.
Conclusioni:
- L'allenamento in palestra con macchine, panche e pesi si pone
l'obiettivo di sfinire le fibre bianche, veloci. Queste fibre
per adattamento migliorano il loro tono, ipertrofizzandosi.
L'ipertrofia muscolare è rappresentata da un aumento
del numero di miofibrille nella cellula o fibra muscolare
- Le attività che stimolano esclusivamente le fibre rosse
sono a bassa intensità, entro il 20 % della forza massimale
disponibile. Per questo motivo, le attività elettive
sono rappresentate da movimenti poliarticolari: passeggiata,
corsa lenta, bicicletta ecc. La dove ogni distretto muscolare
collegato ad un'articolazione è minimamente sollecitato.
E' assai improbabile poter lavorare aerobicamente con macchine,
manubri e pesi. Lavorare con 10, 20, 30 ed oltre ripetizioni
non stimola il metabolismo aerobico, lipidico, ma quello anaerobico
lattacido.
- Le fibre rosse, lente sono sempre reclutate, in tutti i
tipi di movimenti ed a tutte le intensità. La variabile
riguarda esclusivamente il possibile intervento delle fibre
veloci, bianche. L'intervento delle fibre bianche è condizionato
quantitativamente dall'intensità e durata della contrazione
muscolare.
- Non è possibile in nessun caso escludere le fibre rosse,
lente, dalla contrazione. Anche con lavori tipo pesista con
basse ripetizioni e carichi consistenti. Le fibre rosse possono
essere considerate come i motori diesel, non possono mai andare
fuori giri.
- L'acido lattico è un agente inquinante che blocca la
contrazione muscolare, interponendosi tra i ponti di actina
e miosina. L'increzione d'acido lattico è possibile unicamente
attraverso il metabolismo anaerobico lattacido, a carico delle
fibre bianche, veloci.
- Il patrimonio ereditario o predisposizione genetica influenza
principalmente le percentuali di fibre dal punto di vista tipologico
tra individuo ed individuo. L'allenamento può modificare
le condizioni esistenti solo in minima parte.
Cosimo Aruta
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