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l'intensità nell'allenamento
l'intensità
nell'allenamento
Il volume di lavoro, (insieme di tutte le serie, divise per esercizi
che stimolano un distretto muscolare) e l'INTENSITA, (la variabile
che permette un maggiore sfinimento d'unità motorie), sono
sempre in proporzione inversa.
La qualità estensiva di un allenamento è misurabile
attraverso la somma del numero delle serie, divise per esercizi,
(es: 4 serie di panca + 4 serie di panca alta + 4 serie di croci
ai cavi, costituiscono 12 serie per i pettorali).
La qualità estensiva è una variabile accettabile
nella misura in cui fra un numero e l'altro non c'è più
nulla, semplicemente, come nell'esempio, 12 serie per i pettorali,
oppure 13 se uno dei tre esercizi fosse da 5 serie.
Comprendere e quantificare l'intensità presente una complessità
maggiore.
Immaginate di aggiungere zucchero in una tazzina di caffè.
La qualità "dolce" è sicuramente soggettiva.
Il numero di cucchiaini non è sufficiente per calibrarne
il tono. La dimensione della tazzina, del cucchiaino, le regole
individuali (cucchiaino raso, pieno, colmo, appena una punta ecc.),
sono tutte variabili che rendono difficile una definizione e impossibile
un confronto nel tempo. Un caffè dolcissimo per alcuni,
potrebbe essere amaro al palato di altri.
Allo stesso modo un allenamento intenso per alcuni atleti, potrebbe
essere "all'acqua di rose" per altri. In allenamento
è difficile determinare la "durezza" delle serie.
Semplificando ai minimi termini, queste considerazioni hanno per
anni impegnato il mondo scientifico del Body Building. Mike Mentzer,
ideatore del sistema Heavy Duty, negli anni 70 scrisse:
QUELLO CHE CONTA E' LA QUALITA', NON LA QUANTITA'.
Da quel momento vari sistemi d'allenamento furono realizzati
efficacemente, considerando il lavoro in PROFONDITA', capace di
mobilitare anche quelle unità motorie dette "pigre",
costringendole a adattarsi insieme con le altre e contemporaneamente,
mantenendo la stimolazione neuronale, attraverso i microcicli.
Obiettivo dichiarato: l'aumento di volume muscolare.
Il vero problema è: come misurare la qualità ?
La quantità della qualità non è facilmente
misurabile.
Una qualità non misurabile, non può essere trattata
scientificamente.
Anni fa, ai corsi per istruttori di body building e fitness, era
proposta una formula quale misura dell'intensità: (Kg x
reps) : tempo.
Era una prima approssimazione, la formula della potenza, non priva
di difetti. Se il tempo non può essere altro che lo spazio
fra le serie, quale sarà il suo valore dopo l'ultima serie
?
Era una buona approssimazione, non la formula esatta.
La soluzione definitiva c'è ed è un ottimo modo
per misurare la qualità dell'allenamento, l'intensità.
Non dimentichiamo che l'obiettivo unico rimane lo svuotamento
del serbatoio energetico del serbatoio ATP-CP. E' ottenuto attraverso
il lavoro con % di carico intorno al 70% del massimale. Tutto
questo non è ottenuto con una sola serie, ma con un "cumulo"di
serie che deve produrre un effetto sommatorio. Iniziamo l'analisi
da una sola serie:
L'INTENSITA' DENTRO LA SERIE
E' la misura dello svuotamento energetico con un lavoro non eccessivamente
lattacido, se non si tratta dell'ultima serie. La formula che
indica l'intensità dentro la serie è:
INTENSITA' = (kg x reps) : massimale.
Kg è il carico utilizzato, reps indica il numero delle
ripetizioni eseguite e massimale è il valore della forza
massima in quell'esercizio.
Esempio: il nostro allievo ha come massimale Kg 85 su panca piana,
con un lavoro al 70% il carico del bilanciere sarà 60 Kg.
Ci potremo attendere: (60 x 10) : 85 = 7.
Questa è l'intensità media. Un'interessante riflessione:
un atleta che dichiara di allenarsi intensamente e che si attesta
a livelli inferiori a 7, non otterrà incrementi di volume
muscolare per scarso rendimento. Anche se psicologicamente ha
la percezione di avere espresso prestazioni colossali. E' un caso
piuttosto diffuso.
Il campione è aiutato dal patrimonio genetico e possiede
una grande motivazione. La genetica lasciamola a chi di dovere
(la natura); la motivazione condiziona i livelli intensivi attraverso
due possibilità. Con lo stesso esempio, il nostro atleta,
potrà aumentare il carico a 65 Kg, eseguendo sempre 10
reps, oppure realizzare 11 reps con 60 Kg. Sono due tipi emotivamente
differenti ma in entrambi i casi l'intensità sarà
maggiore.
(60 x 11) : 85 = 7,76 - oppure: (65 x 10) : 85 = 7,64.- Contro
il livello medio di 7.
Vorrei farvi notare che un atleta più forte, da dare come
massimale su panca 100 Kg, che esegue 10 reps con 70 Kg, avrà
un'intensità di 7 (70x 10 : 100).
Questo valore lo pone al di sotto del primo, nonostante il carico
del bilanciere. Il primo, più debole, potrebbe avere al
suo attivo un periodo minore di allenameto, le leve più
svantaggiose, ma è del tipo: "Plus". Anche se
apparentemente sta facendo meno, un occhio attento comprenderebbe
la "durezza" e l'impegno profuso. Se il comportamento
dei due atleti dovesse essere costante, il sorpasso è vicino.
Le tecniche allenati che portano all'aumento dell'intensità
sono:
SERIE AL DEGRADO - CHEATING - RIPETIZIONI FORZATE.
REPS FORZATE:
Spesso si osserva il partner alleggerire il carico dalle primissime
ripetizioni. Ciò è errato. E' essenziale che l'atleta
esaurisca le proprie energie, prima di essere aiutato dall'esterno.
Solo quando la contrazione è vicino all'isometrica, (blocco
del movimento), deve scattare l'aiuto amico.
Lo stesso effetto si ottiene con l'aiuto biomeccanico,
CHEATING
L'energia fornita dal partner è erogata da altre catene
muscolari, con conseguente aumento dell'energia generale spese
in allenamento.
SERIE AL DEGRADO
Le serie al degrado o (Heavy Duty), è una forzata molto
lunga con tante ripetizioni oltre le proprie possibilità.
E' necessario un santo per partner, il suo lavoro sarebbe simile
al vostro, con una maggiore scomodità in molti esercizi.
Reperito il santo, il lavoro al degrado dovrebbe essere controllato
con l'orologio ed avere un tempo totale intorno ai 35 secondi.
L'intensità risulterà superiore alle forzate. Una
particolare attenzione al numero delle serie, eviterà l'insorgere
del sovrallenamento, secondo nemico di questa tecnica.
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