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LE MACCHINE, ATTREZZATURE PER CASA (HOME
FITNESS) E PALESTRA
AFFARE, ATTREZZATURA
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Le macchine, attrezzature per casa e palestra, un tempo conosciute
come macchine per la muscolazione, sono unicamente produttori
di resistenza. Non hanno altra funzione che produrre una resistenza
utile al lavoro muscolare. Il rapporto tra attrezzo meccanico
e macchina biologica, riguardo alla funzionalità dello
strumento, dipende dalla razionalità dello strumento stesso.
Mi spiego meglio, ogni attrezzo per fitness, body building, cardiofitness
ecc. è poco razionale se non è adattabile alle caratteristiche
dell’apparato locomotore (corpo umano) d’ogni individuo.
Con i manubri, l’arco di circonferenza rispetta
sempre i rapporti tra perno di rotazione articolare (spalla) e
lunghezza del braccio di leva (dall’inserzione distale del
deltoide laterale alla mano che brandisce il manubrio). In questo
caso specifico, l’eventuale errore dipende unicamente dalla
scorretta esecuzione dell’esercizio. Una macchina e non
un peso libero, interessante per questo scopo, rispetta le mutevoli
caratteristiche individuali e prevede:
• La possibilità di applicare la resistenza in modo
razionale (manopola a lunghezza variabile, oppure appoggio in
prossimità del terzo distale del braccio, sempre a lunghezza
variabile, come variabile è la lunghezza delle braccia
tra persona e persona).
• Il perno di rotazione meccanica dovrà avere la
possibilità, attraverso opportuni sistemi di regolazione,
di essere sempre in asse con il perno di rotazione articolare
dell’atleta che utilizza lo strumento. Solo attraverso queste
riflessioni e solo rispettando queste esigenze, un attrezzo potrà
essere definito, qualitativamente, un buon attrezzo.
Sorvolo sulla possibilità di selezionare le piastre mediante
spinotto e riguardo alla meccanica di funi, pulegge ecc., perché
ritengo siano particolari elementari da non meritare attenzione,
per una trattazione approfondita dell’argomento.
COSA DOVREBBE PENSARE UN PROGETTISTA PRIMA DI DISEGNARE
UNA MACCHINA?
Secondo il mio punto di vista è errato seguire la linea
commerciale che suggerisce di copiare gli strumenti più
venduti. Il percorso intellettuale dovrebbe seguire una strada
ispirata dalle esigenze degli utilizzatori:
• A cosa dovrà servire l’attrezzo?
• Quali parti dello strumento dovrebbero essere regolabili?
• Quali sono le fonti potenziali di pericolo dell’attrezzo?
• E’ razionale questo strumento?
• E’ versatile questa macchina?
• Quali potrebbero essere gli accorgimenti fisiologici da
adottare, durante l’utilizzo?
• Come realizzare una scheda tecnica, facile, pratica e
sintetica per Allenatori, Istruttori e Personal Trainer di Body
Building e Fitness?
• Che cosa indicare invece per gli utilizzatori dell’attrezzo?
Dopo le risposte a queste domande dovrebbe iniziare la fase tecnica
per tradurre in risultato la somma delle risposte.
A questo punto, per non limitare la trattazione ad una sterile
esposizione teorica, è indispensabile procedere con un
esempio.
Ipotizziamo di dover progettare una LEG PRESS.
(lo stesso esempio, con le differenze meccaniche e biomeccaniche
d’ogni singolo attrezzo, è possibile per tutte le
macchine, come:
Leg estensior, leg curl, chest press, peck machine, deltoid machine,
macchina per i bicipiti, macchina per i tricipiti, adduttor machine,
abduttor machine, lat machine, pulley, pulley 45°, larry scott,
panche addominali, macchina per addominali, abdominal machine,
twist machine, calf machine, panche per distensioni, panca orizzontale,
panca inclinata, panca inclinabile, manubri, bilancieri, sbarra
per trazioni, pedometri, tapì roulant, cyclette, bici da
spinning, step, ecc.
Procediamo con le risposte,
A cosa dovrà servire l’attrezzo?
La Leg Press dovrà servire a stimolare principalmente quadricipiti,
polpacci, bicipiti femorali e glutei.
Quali parti dello strumento dovrebbero essere regolabili?
Per rispondere a questa domanda ci soffermeremo sulla catena estensoria
dell’arto inferiore. Le articolazioni interessate sono:
caviglia, ginocchio, anca, bassa schiena.
Innanzi tutto la mobilità articolare della caviglia è
diversa da individuo ad individuo.
La flessione dorsale del piede limita la possibilità di
mantenere i piedi correttamente poggiati sul piano frontale d’appoggio,
durante l’esecuzione dell’esercizio. Soggetti con
limitata mobilità in flessione dorsale del piede potrebbero
compensare con la cerniera lombosacrale e in questo modo creare
una base di compressione sulle vertebre lombari della colonna.
Tali soggetti, per evitare questo pericoloso effetto, potrebbero
limitare l’escursione articolare del ginocchio, riducendo
il lavoro muscolare ed aumentando i carichi di lavoro. Anche in
questo caso carichi eccessivi potrebbero dar luogo a patologie
da sovraccarico, principalmente per i tendini: quadricipitale e
rotuleo. Per costruire una leg press,
tecnicamente evoluta è necessario che il piano d’appoggio
dei piedi offra la possibilità di un orientamento basculante
a mezzo manopola di precisione. La precisione è importantissima
perché consente di realizzare pressoché infinite
soluzioni d’appoggio podalico, come numerosissime sono le
caratteristiche soggettive in flessione dorsale del piede. Per
meglio spiegare la questione, immaginate una ragazza che presenta
una limitata flessione dorsale del piede; ha difficoltà
ad effettuare un piegamento sulle ginocchia senza sollevare i
talloni da terra. La stessa ragazza riuscirà nel movimento
con disinvoltura indossando calzature con i tacchi. L’altezza
ideale del tacco è soggettiva e dipende dalla soggettiva
mobilità articolare tibio tarsica (caviglia), in flessione
dorsale dei piedi. Altre regolazioni della leg press dovranno
interessare il carrello portante, che dovrà consentire
l’inizio del movimento a quadricipiti accorciati e non allungati,
quindi a ginocchia estese e non flesse, in modo da non partire
con sovraccarico, quando i distretti muscolari interessati offrono
scarsa protezione articolare alle giunture sollecitate.
Lo schienale regolabile offre un ulteriore confort, consiglio
una particolare attenzione perché uno schienale reclinabile
ad oltre 30° su presse orizzontali, accompagnato da appoggi
in prossimità delle
spalle, aumentano la pericolosità della leg press. La zona
sacrale perderà il suo “blocco” meccanico contro
una pressione sulle spalle. Come conseguenza tutte le forze di
compressione non si scaricheranno sullo schienale della pressa,
in prossimità dei glutei ma sulle spalle, vicino i trapezi
superiori. In questo modo la colonna vertebrale agirà come
uno stantuffo ed il pericolo di patologie da sovraccarico, per
compressione assiale sui corpi vertebrali, aumenterà in
modo esponenziale.
Sorvolo su altre regolazioni (selezione carico, trascinamento
carrello, ecc.) elementari, a scarso contenuto tecnico e presenti
pressoché in tutte le leg press.
Quali sono le fonti potenziali di pericolo dell’attrezzo?
La pericolosità è rappresentata principalmente da
due insidie, la prima risiede nell’impossibilità
di bloccare la regione sacrale durante l’esecuzione del
movimento, come sopra descritto. La seconda è purtroppo
dedicata a tutti i soggetti aventi una limitata mobilità
articolare della caviglia (da un’indagine conoscitiva, effettuata
ai corsi per istruttore, allenatore e personal trainer di body
building e fitness; il 70% dei frequentatori delle palestre).
Questi soggetti nel caso in cui il piano d’appoggio di piedi
non fosse regolabile, possiedono tutti i fattori predisponenti
per eseguire scorrettamente l’esercizio, compensando con
la cerniera lombosacrale (sollevando i glutei in fase negativa,
anca retroversa) i gradi impossibili dalla flessione dorsale dei
piedi in fase negativa. L’ultima insidia, presente costantemente
durante l’allenamento e amplificata in tutti gli esercizi
dove è possibile implementare, come nel caso della leg
press, fortemente i carichi di lavoro; è il buon senso.
Un approccio corretto all’esercizio dovrebbe consigliare
l’utilizzo di carichi ben calibrati rispetto il livello
atletico individuale, nonché in relazione ad altri fattori
soggettivi, quali l’età, il sesso, la costituzione
corporea, eventuali traumi patiti, ecc.
NON SERVONO CARICHI ESAGERATI, E’ IMPORTANTE UN BUON VOLUME
DI LAVORO IN PIENA ESCURSIONE ARTICOLARE E IN SICUREZZA.
E’ razionale questo strumento?
A questo punto, se una leg press rispetta l’apparato locomotore
umano e si adatta ai punti di contatto tra l’attrezzo leg
press e la macchina biologica (corpo umano), come sopra descritto,
l’attrezzo è razionale. Al contrario necessiterà
di sussidi meccanici tali da renderne sicuro e utile l’uso.
In molte palestre, gestite tecnicamente da tecnici preparati,
è d’uso l’utilizzo di assi di legno a vario
spessore, per compensare la grave mancanza di un piano di appoggio
non fisso, ma regolabile per inclinazione.
E’ versatile questa macchina?
La leg press per essere considerata versatile deve possedere un
piano d’appoggio progettato allo scopo di utilizzare l’attrezzo
anche per l’allenamento dei gastrocnemi (polpacci). Poggiando
gli avampiedi lungo la parte inferiore del piano d’appoggio,
dovrà essere previsto uno spazio adeguato, affinché
l’articolazione tibio tarsica (caviglia) possa flettersi
ed estendersi, spingendo il carrello.
Sempre il piano d’appoggio dovrà dimostrarsi sufficientemente
ampio per poter poggiare i piedi in posizione elevata e stimolare
maggiormente l’articolazione coxo femorale (anca), per una
maggiore stimolazione di bicipiti femorali e glutei.
Quali potrebbero essere gli accorgimenti fisiologici,
durante l’utilizzo?
Gli accorgimenti fisiologici da adottare durante l’esecuzione
dell’esercizio, consigliati dal personale tecnico della
palestra (Allenatori, Istruttori e Personal Trainer), potrebbero
essere così sintetizzati:
Per favorire un’ampia e corretta escursione articolare,
inclinare il piano d’appoggio dei piedi in modo da adattarlo
alla reale mobilità articolare delle caviglie. Questa mobilità
è differente tra individui. Nel caso in cui ci fosse, nello
stesso soggetto, una differenza tra la flessione dorsale dei due
piedi, l’inclinazione dovrà rispettare le caratteristiche
dell’articolazione meno mobile. In ogni caso la regione
sacrale dovrà aderire con forza allo schienale. A questo
scopo è consigliabile staccare, anche di pochi millimetri,
il dorso dallo schienale durante l’esecuzione dell’esercizio.
Non inclinare lo schienale oltre 20/30° per evitare inutili
e dannose compressioni della colonna vertebrale. Spingere sempre
con talloni e mai con avampiedi.
Per l’allenamento più specializzato di glutei e bicipiti
femorali, posizionare i piedi in prossimità della parte
superiore del piano d’appoggio, punte divergenti, talloni
lontani tra loro.
Per l’allenamento dei polpacci posizionare gli avampiedi
lungo la parte inferiore del piano d’appoggio in modo che
sia possibile la flessione ed estensione delle caviglie.
Come realizzare una scheda tecnica, facile, pratica e
sintetica per Allenatori, Istruttori e Personal Trainer di Body
Building e Fitness?
Questa leg press di marca Flexus Gym (è una marca inventata),
dispone di tutti i sistemi di regolazione standard (elenco, selezione
automatica del carico mediante spinotto e piastre, sistema di
blocco carrello in posizione avanzata ecc.). E’ inoltre
dotata di un innovativo sistema di inclinazione del piano d’appoggio
dei piedi, a scansione millimetrica e ad alta precisione con rotore
a demoltiplica. Questa intelligente soluzione consente a
tutti gli atleti e le atlete che utilizzeranno lo strumento e
non in possesso di un’eccellente mobilità tibio tarsica,
di poter eseguire comodamente, efficacemente ed in sicurezza l’esercizio.
Per un corretto utilizzo si consiglia di leggere gli ultimi due
punti. Noterete il pregio tecnico di questo strumento, che si
distingue per razionalità, versatilità e con un
coefficiente di rischio ridotto ai minimi termini.
Cosa indicare invece per gli utilizzatori dell’attrezzo?
Per l’allenamento di quadricipiti si consiglia: verificare
con l’aiuto dell’Allenatore, Istruttore o Personal
Trainer di Body Building e Fitness della Palestra, attraverso
un test di controllo, la reale mobilità articolare tibio
tarsica. Inclinare il piano d’appoggio in modo da rendere
comoda e confortevole ogni operazione d’allenamento. Caricare
con moderazione, controllare il movimento a massima escursione
articolare. Fare sempre aderire il sacro (glutei/sedere) allo
schienale e non staccarlo per nessun motivo. Staccare di qualche
millimetro la regione dorsale (schiena). Procedere nel movimento
con andamento fluido e medio lento.
Per l’allenamento specializzato di glutei e bicipiti femorali
posizionare i piedi in prossimità della parte superiore
del piano d’appoggio, punte divergenti, talloni lontani
tra loro.
Spingere sempre facendo leva su talloni e non avampiedi.
Per l’allenamento dei polpacci posizionare gli avampiedi
lungo la parte inferiore del piano d’appoggio in modo che
sia possibile la flessione ed estensione delle caviglie. Anche
e soprattutto in questo esercizio, lo schienale dovrà
essere sollevato e non inclinato e la regione sacrale dovrà
fungere da blocco meccanico, allo scopo di liberare la colonna
vertebrale da ogni possibile compressione.
Cosimo Aruta
e-mail: consulenze@body-shop.it
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