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le ripetizioni forzate
spalle
larghe
La larghezza delle spalle è condizionata
strutturalmente dalla lunghezza della clavicola e dal suo rapporto con l’asse
dell’anca, più propriamente nominato asse bisiliaco. Queste caratteristiche sono
determinate geneticamente e non sono modificabili. Al contrario, il tono
dei muscoli deltoidi, principalmente della sezione laterale di questo distretto
muscolare, conferisce larghezza alle spalle, indipendentemente dalla lunghezza
dell’asse clavicolare, o asse bisacromiale. Il deltoide è un muscolo particolare,
infatti, muove il braccio su diversi piani ed è collegato alle articolazioni della
spalla. La spalla è un insieme d’articolazioni che conferiscono al braccio la più
ampia mobilità articolare dell’apparato locomotore.
Se pensiamo alle spalle, dobbiamo avere presente gli elementi ossei che le compongono:
1) OMERO
2) SCAPOLA
3)CLAVICOLA
4) STERNO
L’articolazione più importante è la Scapolo-Omerale. La testa dell’omero
(parte iniziale dell’osso del braccio) è dentro la cavità glenoidea (parte terminale e
laterale della scapola). Immaginate una mano aperta che si chiude su un pugno.
Alza il braccio in tutte le posizioni. L’articolazione Scapolo-Toracia è un piano di scivolamento
su di una piattaforma muscolare. E’ il movimento della scapola rispetto la cassa toracica,
d’avvicinamento e allontanamento dal rachide.Un esempio semplificherà l’argomento:
prova ad elevare
lo sterno inspirando e sposta contemporaneamente le spalle indietro. Hai effettuato questo movimento
unicamente per lo scivolamento sopra descritto.
L’articolazione Sterno-Clavicolare permette il movimento della clavicola nei
confronti del perno costituito dallo sterno. Alza le spalle verso l’alto,
come per comunicare “non m’interessa”, nel linguaggio gestuale. L’articolazione
Acromion-Clavicolare, unisce l’acromion, estremità superiore della scapola,
con la clavicola. Funge da “ammortizzatore” nel trasferimento delle forze
che dalla scapola raggiungono la clavicola e viceversa. Non si vede il suo movimento.
Il muscolo DELTOIDE si divide in tre fasci:
1. DELTOIDE ANTERIORE
2. DELTOIDE LATERALE
3. DELTOIDE POSTERIORE
Il fascio anteriore rappresenta lo spicchio frontale. S’inserisce superiormente
al primo terzo prossimale della clavicola e inferiormente all’omero (osso del braccio).
ALLENAMENTO: Abduce (allontana) l’omero dal tronco frontalmente fino a 110°.
E’ un distretto muscolare che è stimolato sempre con l’allenamento dei muscoli pettorali.
A differenza dei pettorali è un muscolo mono articolare, per questo motivo più facile da allenare.
E’ stimolato da tutti gli esercizi che prevedono un’abduzione dell’arto superiore dal tronco:
lento avanti, elevazioni frontali, distensioni su panca con impugnatura inversa ecc.
IL FASCIO LATERALE, quello che se tonico, “allarga le spalle”, rappresenta la porzione
centrale del deltoide e laterale della figura umana, le spalline d’alcuni abiti, per intenderci.
E’ la parte che indica le spalle. L’inserzione superiore è rappresentata dall’acromion
(detto impropriamente, la nocciolina situata superiormente ai
lati delle spalle). Raggiunge la zona laterale superiore dell’omero (osso del braccio).
ALLENAMENTO: Durante l’allenamento dei deltoidi laterali è facile commettere errori.
La sua azione è quella d’abdurre l’omero da 0 a 90°, sollevare il braccio lateralmente da 0 a 90°.
L’angolo retto non è casuale. Esiste un blocco articolare ai 90° d’abduzione rappresentato
dalla sporgenza del trochite sul bordo superiore della glenoide. Se non intervenissero
altre catene muscolari una maggiore abduzione lusserebbe la spalla
(uscirebbe la testa dell’omero dalla cavità glenoide).
E’ importantissimo comprendere questo passaggio per non commettere l’errore
di elevare il cingolo scapolare allo scopo di aiutare il movimento di alzate laterali.
Spesso questo avviene. L’effetto di questo diffusissimo errore è un tono accentuato dei trapezi,
muscoli antiestetici per eccellenza, fa sembrare le spalle più strette, soprattutto per
chi non possiede un lungo asse clavicolare e desidera con l’attività fisica, allargare le spalle.
NELL’ESERCIZIO DI ALZATE LATERALI, NON ABDURRE (allontanate) IL BRACCIO DAL TRONCO OLTRE I 90°.
Un carico eccessivo ed uno scarso controllo durante l’esecuzione di questo esercizio
implicano la sinergia dei trapezi superiori ancora prima che l’abduzione raggiunga i 90°.
Per questo motivo: OSSERVA IL MOVIMENTO ALLO SPECCHIO E FAI ATTENZIONE A NON ELEVARE IN MODO
SIGNIFICATIVO IL CINGOLO SCAPOLARE (ALZARE LE SPALLE) DURANTE IL MOVIMENTO DI ABDUZIONE.
ALL’OCCORRENZA, DIMINUISCI IL CARICO. Un altro possibile errore è
dovuto all’estrarotazione
dell’omero.
L’inserzione inferiore è rappresentata dalla zona laterale superiore dell’omero. (osso del braccio).
Se rotiamo questo osso, nella fattispecie estrarotiamo, (immagina di mostrare i palmi delle mani a
braccia estese lungo il tronco), spostiamo il punto d’inserzione inferiore all’indietro, modificando
tutti i vettori di resistenza alla stimolazione prodotta.
E’ il caso di tutti i movimenti di spinta in verticale: lento dietro, lento avanti, lento al
multy power ecc. Tutti questi esercizi sono realizzati in abduzione superiore a 90° e su un
piano non adatto alla più corretta linea assiale di spostamento, infatti, l’omero si presenta
estremamente estrarotato.
E’ PER QUESTI MOTIVI CHE GLI ESERCIZI A SPINTA VERTICALE (lento avanti, lento dietro, lento
con manubri ecc.) NON SONO UTILI A STIMOLARE ADEGUATAMENTE IL DELTOIDE LATERALE. CARICANO
LA COLONNA E STIMOLANO IL TRAPEZIO SUPERIORE. Ultima analisi di questo apparentemente facile
esercizio, riguarda l’esecuzione del movimento in relazione alla sinergia del trapezio centrale,
per la chiusura dell’articolazione SCAPOLO-TORACICA. IMPUGNA DUE MANUBRI, ELEVALI LATERALMENTE
DI POCHI GRADI (30/40) E CONTEMPORANEAMENTE PORTA LE SPALLE ALL’INDIETRO (posizione sull’attenti
dei militari). E’ QUANTO NON DOVRESTI FARE, è l’esecuzione scorretta! PER ISOLARE IL DELTOIDE
LATERALE E’ NECESSARIO LIMITARE TUTTE LE POSSIBILI SINERGIE. Suggerisco
per un corretto e profiquo allenamento dei deltoidi laterali:
-
Osserva il movimento allo specchio.
-
Esegui l’esercizio e concentrati sullo spicchio del deltoide laterale.
-
Alza le braccia lateralmente fino a 90° in modo “corretto”.
-
Non aiutarti con il trapezio superiore, alzando le spalle.
-
Non aiutarti con la scapolo-toracica (trapezio centrale), portando le spalle indietro.
Lateralmente il braccio che si muove (omero) dovrà essere in asse con il muscolo deltoide.
IL FASCIO POSTERIORE s’inserisce superiormente a livello del bordo superiore della spina della
scapola. Per il suo accorciamento è indispensabile che la scapola non si muova.
Gli esercizi utili alla sua stimolazione sono tutti quelli in cui l’omero (braccio) si
avvicina alla scapola in asse con le fibre del deltoide posteriore.
Alzate a 90°, alzate con il trono inclinato in avanti con appoggio su panca inclinata, Pulley con barra dritta ecc. Indipendentemente dagli esercizi selezionati, l’accorgimento
fisiologico fondamentale e’ di non rotare le scapole verso la colonna per effetto della contrazione
del trapezio centrale, durante il movimento dell’omero verso la scapola.
I carichi dovranno essere moderati, il deltoide posteriore e’ un muscolo piccolo
che agisce su un braccio di leva estremamente svantaggioso.
In ultimo, le spalle non dovranno passare dall’anteposizione (spalle avanti)
alla retroposizione (spalle indietro), durante l’esecuzione degli esercizi.
Volume di lavoro ed intensità Per l’allenamento dei deltoidi laterali. Esercizio:
alzate laterali con manubri consiglio dieci serie, volume
di lavoro da raggiungere con gradualità, esegui con carichi che consentano circa queste ripetizioni:
-
30% (prime tre serie), 6/8 ripetizioni
-
30% (seconde tre serie), 8/10 ripetizioni
-
20% (settima e ottava serie) 10/12 ripetizioni
-
10% (nona serie) 12/15 ripetizioni, con l’obiettivo di eseguire più ripetizioni possibile,
anche attraverso tecniche di allenamento, rest pause e cyting.
-
10% (ultima serie) questa serie è la più importante, devi arrivare a 20 ripetizioni con
qualsiasi tecnica di allenamento e con estrema forza di volontà Dovresti iniziare ad avvertire
un forte “bruciore” localizzato sui deltoidi laterali, che inizierà intorno alla 12° ripetizione
e continuerà ad intensificarsi fino alla ventesima. Considera che tutte le nove serie precedenti
siano state solo preparatorie per la perfetta esecuzione, dal punto di vista intensivo, di quest’ultima.
Cosimo Aruta Docente ai corsi per
Istruttore e Personal Trainer, dal 1987 |
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