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ipertrofizzare i muscoli degli arti
inferiori
 DOMANDA:
Buongiorno dott. Aruta, innanzitutto vorrei
congratularmi per la grande professionalità che dimostrate. Mi
chiamo Davide, frequento la palestra da diversi anni e sono
soddisfatto dei risultati ad eccezioni degli arti inferiori, che
non riesco proprio ad ipertrofizzare. Riesco ad eseguire squat e
mezzi squat con carichi abbastanza alti, 140, 150 kg per 7,8
ripetizioni, eppure i quadricipiti non ne vogliono sapere di
aumentare di volume. Ho notato un ingrossamento dei glutei, cosa
che assolutamente non desidero; probabilmente commetto qualche
errore. Vi chiedo gentilmente di
illustrarmi una panoramica riguardo l'allenamento di
quadricipiti, bicipiti femorali e polpacci. Ringrazio
anticipatamente, Davide
RISPOSTA
Gentilissimo Davide,
La catena estensoria degli arti inferiori è composta da quattro
principali sezioni muscolari:
• Quadricipiti
• Glutei
• Bicipiti femorali
• Polpacci
I quadricipiti sono estensori del ginocchio (movimento classico
è il leg estensior)
I glutei sono estensori dell’anca (movimento d’estensione in
quadrupedia)
I bicipiti femorali sono flessori del ginocchio ed estensori
dell’anca (stacco a gambe tese e colonna ad arco)
I polpacci o ticipiti surali, sono flessori della caviglia (calf),
accessoriamente flessori del ginocchio.
In movimenti poli-articolari complessi come lo squat o la leg
press, queste articolazioni sono sollecitate. Per comprendere a
quale sezione muscolare l’esercizio è dedicato è sufficiente
osservare attentamente l’atleta in allenamento.
Analizziamo l’esercizio più complesso: SQUAT
Osservando un atleta che esegue l’esercizio da un angolo
laterale, la verticale che parte dal centro del bilanciere, cade
sempre davanti all’articolazione della caviglia, fra il tallone
e l’inizio dell’arco plantare. Quando un atleta si sbilancia
indietro, o in avanti, significa che la verticale è caduta più
indietro, o più in avanti, rispetto il punto indicato.
Le articolazioni che presentano un’escursione articolare
sincronizzata sono, partendo dal basso rispettivamente:
• CAVIGLIA (tibio-tarsica)
• GINOCCHIO (femoro-rotulea)
• ANCA (coxo-femorale)
• BASSA SCHIENA (lombo-sacrale).
SOLO LE ARTICOLAZIONI CHE SI FLETTONO E S’ESTENDONO IN PIENA
ESCURSIONE ARTICOLARE OFFRONO UN SIGNIFICATIVO LAVORO
ALL’ATLETA. CONDIZIONE INDISPENSABILE PER UNA STIMOLAZIONE DI
QUALITA’, PER PRODURRE UN INCREMENTO DEL VOLUME MUSCOLARE.
Attenzione quindi al volume di lavoro dentro la serie. Tutte le
serie realizzate a limitata escursione articolari non sono
efficaci per produrre una stimolazione di qualità.
Per stimolare i quadricipiti è indispensabile che l’arco
di circonferenza prodotto dal movimento, per effetto
dell’escursione articolare del ginocchio, sia molto ampio. Per
intenderci, in fase negativa le caviglie dovranno essere
vicinissime, quasi a contatto, con la parte posteriore delle
cosce ed i glutei, aprendo al massimo l’articolazione del
ginocchio. I carichi dovranno necessariamente essere
drasticamente moderati ed in proporzione alla protezione
muscolare sull’articolazione stessa. Quadricipiti non
particolarmente ipertrofici non possono sopportare grossi
carichi, se l’allenamento è corretto. In queste condizioni,
grossi carichi sono unicamente dannosi per la struttura (colonna
vertebrale) e non utili per l'allenamento.
Limitazioni ossee e cartilaginee possono diminuire
l’escursione articolare. Quando questa limitazione interessa
l’articolazione della CAVIGLIA, l’atleta si trova
nell’impossibilità di flettere dorsalmente il piede in
accosciata. La conseguenza è una compensazione attraverso la
cerniera lombo-sacrale. I lombari saranno potenti correttori in
caso di bicipiti femorali tonici e tensori per una flessione
frontale del tronco. I glutei lavoreranno moltissimo per effetto
di una maggiore escursione coxo-femorale e il ginocchio, sebbene
non presenti limitazioni articolari, svilupperà un arco di
circonferenza ridottissimo. Tale riduzione diminuirà la
stimolazione dei muscoli quadricipiti.
RISULTATO: l’atleta che intendeva impegnarsi con l’obiettivo
dichiarato di sviluppare i muscoli quadricipiti, avrà glutei
ipertrofici (grossi) e, nel tempo, patologie da sovraccarico a
danno della colonna vertebrale.
L’artifizio dell’asse di legno sotto i talloni con lo scopo di
sfruttare parte della flessione plantare del piede, riduce solo
in parte i rischi. Le rotule sarebbero spostate in avanti ed il
braccio di leva a carico dei tendini quadricipitale e rotuleo
risulterebbe amplificato. Limitiamo i danni alla colonna
sacrificando le ginocchia. L’asse di legno potrebbe dimostrarsi
una buona idea a condizione che lo squat sia eseguito come
esercizio finale e con carichi molto bassi.
UN OTTIMO ESERCIZIO ECCELLENTE E SICURO, PER CHI NON POSSIEDE
UNA SUFFICIENTE MOBILITA’ ARTICOLARE IN FLESSIONE DORSALE DEL
PIEDE E’ LA LEG PRESS CON ASSE DI LEGNO.
Per atleti con caviglia poco mobile, suggerisco sempre l’uso
dell’asse di legno nell’esecuzione della leg press. In questo
modo si otterrà un duplice vantaggio:
• Scarico della colonna (non dimenticare di staccare il dorso
dallo schienale, anche solo di un centimetro e “inchiodare” il
sacro, condizione indispensabile per liberare la colonna da ogni
possibile coinvolgimento da stress allenante).
• Massima escursione articolare per il ginocchio per ottenere
effetti volumizzanti per il quadricipite (spinta con i talloni e
non con avampiedi).
Un buon allenamento prevede da 6 a 10 serie di questo esercizio
con carichi decrescenti, sempre massima escursione articolare.
E’ una regola indispensabile sacrificare grossi carichi in
cambio di movimenti tecnicamente corretti e sempre a piena
escursione articolare. Non commettere l’errore di allenarti
da pesista. I pesisti non possiedono quadricipiti sviluppati,
rispetto alla prestazione sportiva prodotta.
ESERCIZI ED ACCORGIMENTI FISIOLOGICI PER I BICIPITI FEMORALI.
I flessori del ginocchio sono contenuti nella loggia posteriore
della coscia, denominati ischio-crurali. Ad eccezione del capo
breve del bicipite femorale ed il popliteo, tutti gli altri
(sono numerosi fra cui spicca il bicipite femorale, capo lungo)
sono bi-articolari.
Gli esercizi più efficaci sono gli stacchi da terra a gambe tese
e le iperestensioni su panca 45°, eseguiti con i seguenti
consigli:
colonna ad arco, massimo allungamento, salita parziale per
evitare la sinergia dei muscoli lombari. Importantissimo:
carichi moderati, inizialmente a corpo libero, allo scopo di
stimolare efficacemente questa regione muscolare evitando stress
alla colonna vertebrale.
Leg curl, eseguito senza la flessione dorsale del piede per
evitare la sinergia dei muscoli gemelli. Se disponibile il leg
curl da seduto offre una stimolazione maggiore per effetto di un
più ampio arco di circonferenza nel movimento (escursione
articolare).
ESERCIZI ED ACCORGIMENTI FISIOLOGICI PER I GLUTEI.
A te Davide questo argomento interesserà meno, lo illustreremo
per una completezza culturale sull'argomento. I glutei, con i
muscoli ischio-crurali, sono estensori dell’anca. Il grande
gluteo è il muscolo più potente del corpo. Gli esercizi possono
essere tantissimi: Gluteos machine, slanci in quadrupedia, ecc.
Consiglio per un efficace lavoro ed isolamento la panca
iperestensior. Fase negativa, colonna ad arco e, cosa più
importante e difficile da imparare, chiusura della coxo femorale
per mezzo della contrazione dei glutei; escludendo l’intervento
dei muscoli lombari che estendono il tronco chiudendo la
lombo-sacrale. Non è un movimento facile da eseguire le prime
volte, consiglio di insistere ricercando la chiusura coxo
femorale per contrazione dei muscoli glutei. Per quanto
possibile, è necessario limitare la sinergia dei muscoli
lombari, collegati all’articolazione lombo-sacrale.
La zona più alta del gluteo, è rappresentata principalmente dal
piccolo e dal medio gluteo. Questi muscoli hanno un orientamento
lateralizzato. L’esercizio più efficace è lo squat, eseguito
inizialmente a corpo libero e successivamente con carichi
modestissimi, con talloni lontani (molto lontani) e piedi
divergenti.
per leggere l'articolo, fai click qui All’occorrenza un piccolo spessore sotto i talloni.
Piena accosciata e spinta podalica con enfasi sul tallone. Quest’ultimo è un esercizio molto duro e particolarmente
efficace.
ESERCIZI ED ACCORGIMENTI FISIOLOGICI PER I POLPACCI (tricipite
surale)
Come indica il suo nome, il tricipite surale è formato da tre
corpi muscolari. Solo uno è mono-articolare, il soleo. Per
questo muscolo in particolare la condizione di flessione della
gamba sulla coscia durante l’escursione tibio-tarsica (caviglia)
avvantaggia la contrazione.
Gli altri due muscoli: gemello esterno ed interno, data la loro
biarticolarità, ottengono un’ottima enfasi di lavoro, eseguendo
gli esercizi con il ginocchio esteso. (calf in piedi e calf
press). Consiglio principalmente l’uso della calf press per
limitare lo “schiacciamento” della colonna vertebrale.
Esecuzioni a piedi convergenti specializzano l’allenamento a
favore del gemello esterno. Esecuzioni a piedi divergenti
specializzano l’allenamento a favore del gemello interno.
Allenamento consigliato:
Sempre massima escursione articolare (più in basso possibile,
più in alto possibile).
1° esercizio calf press, 10/12 reps, discesa lenta, salita
decisa, per 4/5 serie. Solo l’ultima serie può essere
“arricchita” da una serie di ripetizioni finali che si
aggiungono anche a parziale escursione articolare, con movimento
più veloce.
2° esercizio calf seduto 30/50 reps, movimento ritmico, medio
veloce e veloce finale (ultime reps), per 2 serie.
Auguro buoni allenamenti.
Cosimo Aruta
Per leggere tutte le domande/risposte al dott. Cosimo Aruta fai clic qui
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