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sviluppare
arti inferiori
DOMANDA Caro Cosimo, mi chiamo
Simona e sono una ragazza di 35 anni. In questo ultimo anno ho
avuto un po' di problemi, e ho perso circa 5 kg, calcola che
sono alta 1.60 a peso (adesso) 45kg.
Sono una persona molto muscolosa, ho sempre fatto sport, e forse
sono anche fisicamente predisposta.
Ti spiego subito quale è il mio problema: stranamente sono
dimagrita solo sui fianchi!!.....sembrerà strano ma il sedere
piu o meno è quello di prima, tutto e come prima, ma sono
rimasta senza fianchi, spariti!!!! dico davvero.
In più da circa 3 mesi vado a fare acqua gym, e mi sono venuti
fuori degli addominali paurosi, dico paurosi perchè sono stile
addominali da uomo. Io non sono tecnica e cercherò di farmi
capire meglio che posso. Hai presente gli addominali che gli
uomini che fanno palestra hanno nella zona pubica (a dx e a sx)
che vanno fino al fianco.
Vorrei sapere se esistono esercizi per sviluppare la parte
inferiore del corpo, (calcola che vorrei fare questi esercizi a
casa se possibile), ti ringrazio molto anticipatamente.
Ciao Simona
RISPOSTA Gentile Simona,
Innanzitutto ti suggerisco la lettura di un articolo che riguara
fisiologia, biomeccanica e allenamento di quadricipiti, bicipiti
femorali e polpacci; muscoli flessori ed estensori di anca,
ginocchio e caviglia:
allenamento delle "gambe" Per organizzare un
allenamento efficace in casa è necessario disporre di un gradino
ed un asse di legno, nel caso in cui la flessione dorsale del
piede non fosse ottimale (vedi articolo).
GLI ESERCIZI:
-
Primo esercizi, muscoli soprattutto
delle cosce: quadricipiti, bicipiti femorali (componente
bi-articolare). Squat con appoggio monopodalico (un piede
alla volta) e senza
alcun carico gravante sulla colonna vertebrale. Questo esercizio si
esegue con un arto alla volta. Un piede poggia con il
tallone su un rialzo all'occorrenza (asse di legno) e l'avampiede
poggiato al suolo. L'altro arto è in avanti, quasi in
squadra per non toccare il suolo, durante l'esecuzione
dell'esercizio. Per l'equilibrio potrai tenerti con le mani
su di un qualsiasi appoggio fisso: la spalliera di un
divano, la mensola della cucina, il piano di un tavolo etc.
L'appoggio serve unicamente per l'equilibrio, non dovrai
fare leva, favorendo il movimento utilizzando muscoli della
parte superiore. A questo punto dovrai accosciare con un
arto solo, aprendo soprattutto le articolazioni dell'anca e
del ginocchio. Praticamente è come eseguire uno squat con
l'equivalente del tuo peso sulle spalle, evidentemente senza
alcun carico che grava sulla colonna e con un eccellente
intensità relativa allo stimolo allenante. Dopo la discesa,
senza stasi finale in piena accosciata, segue la fase
attiva, salita. Scegli di fare leva più con il tallone,
piuttosto che l'avampiede. Il movimento dovrà essere dinamico ma
non
dovrai utilizzare l'articolazione del ginocchio come molla.
Il movimento, sebbene intenso, dovrà sempre essere
controllato. Suggerisco un approccio graduale. Non oltre le
sei ripetizioni per ogni serie, allo scopo di evitare una
forte increzione di acido lattico. Prima settimana una o due
serie, seconda tre o quattro, terza cinque o sei. Sette,
otto, massimo dieci serie dal secondo mese in poi. Il tempo
di recupero tra una serie e l'altra può essere compreso tra
un minuto ed un minto e trenta secondi. Consiglio da due ad
un massimo di tre allenamenti settimanali.
-
Il secondo esercizio è per i polpacci.
Sempre un piede alla volta. Sali su di un gradino, poggia
solo un avampiede e l'arco plantare con il tallone saranno
fuori dal gradino, per favorire la piena escursione
articolare della caviglia. Fase negativa piuttosto lenta,
questa volta stasi di un secondo in pieno allungamento del
tricipite surale (polpaccio), fase attiva piuttosto
energica. I muscoli polpacci agiscono su di un particolare
braccio di leva e sono muscoli abituati alla tensione, per
questo motivo potrai realizzare da dieci a quindici
ripetizioni. Consiglio di avviare l'allenamento sempre in
modo graduale, come per i quadricipiti + ischio crurali
(componente bi-articolare). Fai attenzione Simona, se eccedi con
l'allenamento dei polpacci i primissimi allenamenti,
l'effetto sarà temporaneamente debilitante. Forti
indolenzimenti ai polpacci limitano, anche in modo
importante, la deambulazione.
Dopo un primo periodo di avvicinamento al
pieno volume di lavoro, sono certo che i risultati non tarderanno.
Buoni allenamenti
Cosimo Aruta
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