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mal di schiena
mal di schiena
DOMANDA
Tutte le volte che alleno gli addominali in palestra, con gli
esercizi tradizionali: elevazioni gambe unite, sedia romana,
panche addominali ecc., durante e dopo l'allenamento, sento
forti dolori alla bassa schiena, come mai?
Grazie
Silvia
RISPOSTA Cara Silvia, di seguito
la tua risposta. L’allenamento dei muscoli addominali è
un’attività che in Palestra presenta non poche insidie. I
muscoli addominali sono monoarticolari. Non è possibile
dividerli in addominali alti e addominali bassi, devono essere
sempre considerati in toto. Nell’allenamento dei muscoli
addominali non esistono variabili soggettive. Si tratta di
movimenti uguali per tutte e per tutti. La pericolosità
collegata ad esecuzioni scorrette è generale e non soggettiva.
Di assolutamente personale sono le mobilità articolari di tutte
le microarticolazioni (tra vertebra e vertebra interessate) che
compongono l’articolazione conosciuta come lombosacrale. Queste
differenze micro articolari non condizionano l’allenamento ma
l’effetto dell’allenamento. Per questo motivo, osservando atleti
tanto definiti da evidenziare i retti addominali, la forma, il
rapporto tra i quadranti e la simmetria sono variabili
assolutamente soggettive ed indipendenti dal programma specifico
d’allenamento.
Brevi cenni di anatomia e biomeccanica:
Inserzioni dei muscoli addominali: apofisi dello sterno –
sinfisi pubica (sterno/pube)
Avvicinando lo sterno al pube, il retto dell’addome interessa
l’articolazione lombo sacrale (bassa schiena), quindi retroverge
l’anca da una posizione antiversa. (movimento copulatorio). I
muscoli addominali sono controbilanciati dai muscoli lombari,
situati parallelamente lungo la colonna vertebrale, per il suo
tratto lombare. La dove la contrazione degli addominali chiude
l’articolazione lombo sacrale, il movimento opposto è esercitato
dai muscoli lombari. La contrazione di questi ultimi allontana
lo sterno dal pube, antivergendo l’anca; (esattamente il
contrario degli addominali).
Allenamento:
Dopo una prima analisi emerge chiaramente che i muscoli
addominali non raggiungono in alcun modo il femore, quindi gli
arti inferiori. Ne consegue che tutti gli esercizi eseguiti
elevando gli arti inferiori, con qualsiasi inclinazione del
tronco nello spazio, interessano gli addominali esclusivamente
per la componente accessoria di anti/retroversione dell’anca.
Questa componente è assolutamente modesta. Altro particolare
interessante riguarda gli esercizi denominati sit up, in cui gli
arti inferiori sono bloccati alle caviglie ed il tronco si
avvicina alle cosce per la sinergia di più distretti muscolari:
• Addominali per l’effetto di retroversione dell’anca, modesto.
• Retto femorale, potente flessore dell’anca situato in
posizione frontale lungo la coscia (freccia 4).
• Ileo psoas (freccia 1), il più potente tra tutti i flessori dell’anca, è
collegato al femore, scorre internamente (non si vede) e
raggiunge la colonna vertebrale, le sue fibre più alte prendono
inserzione sulla dodicesima dorsale. Per questo motivo, un
importante ipertono dello psoas iliaco accentua la naturale
lordosi lombare. In alcuni casi, probabilmente il tuo,
questa accentuazione provoca forti dolori diffusi nella regione
lombare della colonna. L'insistenza di allenamenti errati e pericolosi, può provocare nel
tempo lesioni degenerative discali (lombalgie).
Il mal di schiena successivo, che tu avverti dopo aver
eseguito gli esercizi di sit up o/e elevazioni
degli arti inferiori, dipende proprio da questo, particolare
spesso trascurato. La pericolosità di questi errori in
allenamento è amplificata in tutti i soggetti che presentano una
antiversione dell’anca e/o iperlordosi lombare, (principalmente
il sesso femminile per una naturale predisposizione strutturale
al parto). Spesso l’allenamento degli addominali è suggerito per
controbilanciare un assetto antiverso dell’anca o/e l’iperlordosi
lombare, con conseguente ipertono dei muscoli paravertebrali
lombari Una scorretta esecuzione vanifica ogni sforzo e peggiora
la situazione, anche con conseguenze traumatiche. Ricordiamo
che in questi casi specifici i muscoli che se allenati e tonici
possono correggere la situazione sono glutei ed addominali. Al
contrario i distretti che possono insellare (peggiorare), sono
proprio il retto anteriore, lo psoas iliaco ed i muscoli
lombari.
Suggerimenti e consigli pratici:
DA NON FARE:
Elevazioni arti inferiori alle parallele, soprattutto ad arti
inferiori estesi al ginocchio.
Elevazioni arti inferiori a terra, soprattutto ad arti inferiori
estesi al ginocchio.
Elevazioni arti inferiori a diverso orientamento del tronco
nello spazio, soprattutto ad arti inferiori estesi al ginocchio.
Sit up e sedia romana, con arti inferiori bloccati alle caviglie o in altri
punti situati lungo gli arti inferiori
Sit up a schiena rigida, il movimento deve sempre essere
rotatorio.
Sit up con pesi aggiunti, pericolosissimo ed inefficace.
ESERCIZI CONSIGLIATI
Tecnica crunch a terra con movimento rotatorio, chiusura
apertura lombosacrale.
Tecnica crunch su pallone grande, piedi appoggiati a spalliera o
parete, in alto.
Tecnica chrunch inverso, questo movimento richiede nelle prime
sedute sempre l’assistenza di un istruttore o un personal
trainer che verifichi la corretta esecuzione.
Alle parallele, gomiti sui braccioli, arti inferiori estesi ed
"a penzoloni", retroversione ed antiversione dell’anca. Questo è
un ottimo esercizio. Anche in questo caso suggerisco nelle prime
sedute sempre l’assistenza di un istruttore o un personal
trainer che verifichi la corretta esecuzione.
Prima di concludere la trattazione è d’uopo indicare che
gli
OBLIQUI rappresentano il fodero in cui s’inserisce la spada
costituita dagli addominali, il loro tono condiziona l’addome
piatto e non gonfio, una buona e salutare postura del cingolo
pelvico.
ALLENAMENTO:
Seduta, anca retroversa, un bastone dietro la testa che poggia
sul trapezio superiore impugnato alle estremità, torsione del
tronco con movimento prima lento e corto, per migliorare la
coordinazione motoria, in seguito corto e veloce. Dopo i primi
allenamenti la breve rotazione dovrà essere eseguita in
velocità, sempre con bastone in legno e mai con sovraccarichi,
tipo bilanciere o altro. Per aumentare l’intensità è sufficiente
aumentare la velocità di rotazione a movimento corto, frenata e
torsione altro lato. E’ fondamentale che il movimento sia corto,
circa 30° e non oltre. La velocità di rotazione deve essere tale
da “spezzare” il fiato.
Cosimo Aruta.
Per leggere tutte le domande/risposte al dott. Cosimo Aruta fai clic qui
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