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spalle
e pettorali
DOMANDA. Buonasera dott. Cosimo
Aruta,
vorrei chiederLe un consiglio per quanto riguarda un problema
che mi affligge da sempre.. Il mio corpo è abbastanza piazzato
però pecca molto nella parte alta, Spalle e pettorali, che nel
corso degli anni ho provveduto a sistemare almeno in parte..
Poichè le gambe sono ancora evidentemente più sviluppate
rispetto al tronco vorrei chiederLe se mi può consigliare degli
esercizi che mi aiutino a sviluppare tali gruppi muscolari.
La ringrazio in anticipo per la Sua attenzione e colgo
l'occasione per porgerLe
Distinti Saluti
Davide
RISPOSTA Gentile Davide,
Probabilmente il problema legato al diverso sviluppo tra gli
arti inferiori e la parte alta (spalle e pettorali), è dovuto ad
un diverso lavoro. Gli atleti che non trovano difficoltà ad
aumentare soprattutto i muscoli quadricipiti femorali,
presentano una buona mobilità articolare della articolazione
tibio-tarsica (caviglia). Questa situazione consente una buona
articolarità del ginocchio durante flessioni e piegamenti (leg
press e squat, per intenderci). Le caratteristiche genetiche
ereditarie e motivazionali in allenamento devono
essere analizzate. La prima variabile è immutabile e rappresenta
il corredo ereditario al pari del colore dell'iride, la statura,
la struttura scheletrica, la morfologia etc. Questo indica che
non è possibile essere predisposti per alcuni gruppi muscolari e
non per altri. C'è da chiedersi come mai tanti e tanti atleti
hanno difficoltà di sviluppo proprio per alcuni precisi muscoli
e non per altri. Prima di rispondere a questo quesito ed offrire
suggerimenti per deltoidi e pettorali, vorrei analizzare la
seconda variabile, la motivazione. Diamo per scontato, qual
premessa, che
l'impegno profuso per generare una stimolazione di qualità sia
simile per tutti i distretti muscolari, in caso contrario si
tratterebbe unicamente di dedicare pari impegno anche per i
muscoli carenti. A questo punto risulta evidente che la
differenza di stimolazione e qundi di adattamento è unicamente
di carattere biomeccanico "il volume di lavoro dentro la serie"
Consideriamo un distretto muscolare alla volta:
PETTORALI: I pettorali sono muscoli
bi-articolari. Adducono l'omero
e portano il moncone della spalla da una posizione di retroposizione
(spalle indietro) ad una posizione di anteposizione (spalle avanti).
Negli esercizi è indispensabile, per produrre stimolazioni
ottimali, sfruttando la bi-articolarità del pettorale,
anche a costo di ridurre drasticamente i carichi di lavoro. Accorgimenti fisiologici:
Prima di procedere all'allenamento, 10 minuti di strectching con
un bastone. In ogni ripetizione: elevare lo sterno, retroponendo il moncone della spalla (le spalle
più indietro possibile). La fase negativa, controllata ma non eccessivamente lenta. Al termine
della fase negativa, tentate di elevare ulteriormente lo sterno
e di chiudere completamente la scapolo-toracia (le spalle ancora
più indietro). Per limitare l'intervento dei muscoli deltoidi anteriori
si suggerisce di mantenete l'angolo fra omero (braccio) e tronco di circa 45°.
Uno degli esercizi più efficaci sono le distensioni a due manubri,
realizzate tenendo i polsi paralleli (omero estrarotato). I pettorali come funzione accessoria sono muscoli intrarotatori
dell'omero. Con i manubri è possibile aumentare oltremodo
l'escursione articolare, abbassando più possibile i gomiti al
termine della fase negativa.
SPALLE - DELTOIDI: I DELTOIDI si dividono in tre fasci:
anteriore, laterale e posteriore. Il fascio anteriore rappresenta lo spicchio frontale.
S'inserisce superiormente al primo terzo prossimale della clavicola
e inferiormente all'omero (osso del braccio). ALLENAMENTO: Abduce (allontana) l'omero dal tronco frontalmente fino a 110°
E' un distretto muscolare che è stimolato sempre con l'allenamento
dei muscoli pettorali. A differenza dei pettorali è un
muscolo mono articolare, per questo motivo molto più facile
da allenare. E' stimolato da tutti gli esercizi che prevedono
una abduzione dell'arto superiore dal tronco: lento avanti, elevazioni
frontali, distensioni su panca con impugnatura inversa. Quest'ultimo
esercizio, se realizzato correttamente, offre una più ampia
escursione articolare. Ritengo sia il più efficace per
una eccellente stimolazione. La sua corretta esecuzione vede l'avambraccio
perpendicolare al tronco durante il movimento. Il fascio laterale rappresenta la porzione centrale del
deltoide e laterale della figura umana, le spalline di alcuni
abiti femminili, per intenderci. E' la parte che indica le spalle.
L'inserzione superiore è rappresentata dall'acromion e
quell'inferiore dalla zona laterale superiore dell'omero. ALLENAMENTO:
Per l'allenamento dei deltoidi laterali è facile commettere
errori. La sua azione è quella d'abdurre
l'omero da 0 a 90°, sollevare il braccio lateralmente da 0
a 90°.
L'angolo retto non è casuale. Esiste un blocco articolare
ai 90° d'abduzione rappresentato dalla sporgenza del trochite
sul bordo superiore della glenoide. Se non intervenissero altre
catene muscolari una maggiore abduzione lusserebbe la spalla. E'
importante non commettere l'errore di elevare il cingolo
scapolare allo scopo di aiutare il movimento di alzate laterali.
Spesso questo avviene. Il braccio, durante l'esecuzione
dell'esercizio non deve essere abdotto più di 90° Può accadere
che un carico eccessivo condizioni la sinergia dei trapezi superiori
ancora prima che l'abduzione raggiunga i 90°, per questo motivo:
OSSERVA IL MOVIMENTO ALLO SPECCHIO E FA ATTENZIONE A NON ELEVARE
IN MODO SIGNIFICATIVO IL CINGOLO SCAPOLARE (ALZARE LE SPALLE)
DURANTE IL MOVIMENTO DI ABDUZIONE. ALL'OCCORRENZA DIMINUISCI
IL CARICO DEI MANUBRI. Condizione dell'omero durante
l'esecuzione dell'esercizio (estrarotazione e intrarotazione). Abbiamo affermato che l'inserzione inferiore è rappresentata
dalla zona laterale superiore dell'omero. (osso del braccio). Se rotiamo quest'osso, nella fattispecie estrarotiamo,
(immagina di usare un cacciavite a braccio esteso), spostiamo il
punto d'inserzione inferiore all'indietro, modificando tutti i
vettori di resistenza.
E' il caso di tutti i movimenti di spinta in verticale: lento
dietro, lento avanti, lento al multy power ecc. Tutti questi
esercizi sono realizzati in abduzione superiore a 90° e su un
piano non adatto alla più corretta linea assiale di spostamento.
Mi spiego meglio, immagina il deltoide
laterale come un elastico fissato su un punto fisso (acromion)
e su un segmento (omero). Per avvicinare i due punti è
necessario che il segmento (omero) non ruoti sul suo asse. E' PER QUESTI MOTIVI CHE GLI ESERCIZI A SPINTA VERTICALE (lento
avanti, lento dietro, lento con manubri ecc.) NON SONO UTILI A
STIMOLARE ADEGUATAMENTE IL DELTOIDE LATERALE. Sono soprattutto
esercizi pericolosi o/e "eroici" e comprimono la colonna
vertebrale lungo l'asse di gravità. Vedi: colonna vertebrale - ernia discale -
Tornando alle alzate laterali, esercizio principe per i
deltoidi laterali, occorre osservare l'esecuzione del movimento in relazione alla sinergia del trapezio
centrale, per la chiusura dell'articolazione scapolo-toracica.
Per isolare il deltoide laterale e' necessario limitare tutte le
possibili sinergie. Osserva il movimento allo specchio, alzate
le braccia lateralmente fino a 90° in modo "perfetto". non
aiutarti con la sterno-clavicolare alzando le spalle. Non
aiutare il movimento con la scapolo-toracica portando le spalle
indietro. Lateralmente il braccio che si muove (omero) dovra'
essere in asse con le fibre del deltoide laterale. Il movimento
non e' uguale per tutti, come sono diverse le situazioni
strutturali clavicola, scapola, omero. Per non sbagliare è
sufficiente osservare il segmento che si muove (braccio - omero)
e verificare che sia in asse con l'orientamento delle fibre del
deltoide laterale. Le prime volte è buona regola utilizzare
carichi piuttosto bassi.
IL FASCIO POSTERIORE:
Generalmente gli atleti con scarsa mobilità articolare della
scapolo-toracica (difficoltà a portare le spalle indietro),
presentano deltoidi posteriori piuttosto tonici. Infatti,
il deltoide posteriore s'inserisce superiormente a livello del
bordo superiore della spina della scapola. per il suo ottimale
accorciamento è indispensabile che la scapola non si muova.
Gli esercizi utili alla sua stimolazione sono tutti quelli in
cui l'omero (braccio) si avvicina alla scapola in asse con le
fibre del deltoide posteriore.
Alzate a 90°, alzate con il trono inclinato in avanti con
appoggio su panca inclinata, pulley con barra dritta etc.
L'accorgimento
fisiologico fondamentale e' di non rotare le scapole verso la
colonna per effetto della contrazione del trapezio centrale.
I carichi dovranno essere moderati, il deltoide posteriore e' un
muscolo piccolo che agisce su un braccio di leva estremamente svantaggioso.
Il moncone della spalla non deve passare dall'anteposizione
(spalle avanti) alla retroposizione (spalle indietro), durante
l'esecuzione degli esercizi. Buoni allenamenti,
Cosimo Aruta
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